08/03/2022 di Fiorella Pecorale

Mi rivolgo a te, donna. E ti stimo per ciò che sei

In questa Giornata convenzionalmente dedicate alle donne, io vi chiedo di applaudire ancora una volta a tutte noi. Ma fatelo anche domani, perché quando i fiori appassiranno e i proclami politici saranno finiti, non rimarrà molto se non il profumo – e le parole - del vostro sincero apprezzamento.

In quanto donna, io oggi scelgo di elogiare quello che siamo ma, soprattutto, quello che facciamo e dunque, mi rivolgo a te, donna, da donna.

Grazie. Perché quando nessuno ti vede, tu continui ad operare nel silenzio. Perché rendi il mondo più bello proprio con quei colori che sai dipingere nella tua solitudine. Brava. Per quando serpeggiano commenti, consigli e opinioni non richieste alle tue spalle e tu vai oltre, seguendo il tuo istinto.

Complimenti. Se sei donna e mamma. Forse arrivata alla maternità pensando di bearti in una botola d'amore fatta di sorrisi serafici e profumata di borotalco come nelle pubblicità per poi scoprire (già dai primi giorni in ospedale) di quanto possa essere difficile, a volte faticoso e dolorose, ma comunque bello. Non censurarti. Quanto hai voglia di urlare "sono stanca e nervosa" per paura di quei classici "hai scelto tu di fare figli" (come se i figli fossero una condanna che alcune scelgono saggiamente di non vivere per non stancarsi troppo). Non stilare la lista di parolacce da infliggerti. Quando dimentichi di mettere quel pannolino in più in borsa, senza mai dirti invece un "brava, hai pensato a tutto il resto".

Sei eroica se lavori, perché immagino quante volte tu sia arrivata in ufficio con la voce di tuo figlio ancora nelle orecchie che piangendo implorava "ti prego mamma non andare via", e ti sei asciugata una lacrima di nascosto, pensando che la sera l'avresti trovato già addormentato. Ti stimo per come hai dovuto ignorare le critiche di chi aveva l'economia per permettersele, perché loro non avrebbero "mai lasciato crescere i figli ad estranei".

Sei eroica se non lavori perché sospendere la tua carriera, i tuoi sogni, i tuoi anni di studio è stata una scelta sofferta, ma fatta per puro amore. So quanto ti sei sentita goffa quando la tua amica è venuta a trovarti dopo aver vinto un concorso con le sue mani appena curate dall'estetista, mentre tu a malapena quel giorno per accoglierla sei riuscita a farti una doccia.

Oggi l'applauso virtuale va a noi, donne del pianeta, perché le strade meno percorribili di questa vita spettano spesso a noi, ma possiamo lodarci a vicenda per tutte le volte che siamo riuscite ad issarvi nuove bandiere.

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