24/12/2019

Lo spot Durex che non convince nessuno

Le prime note della Sonata al Chiaro di luna di Beethoven, interpretate con un trasporto ancora più struggente (se possibile) e parte la prima scena: il giardino di una villetta con 3 bambini vivaci che giocano con delle pistole ad acqua mentre il loro papà cuoce delle salsicce sulle brace, i bambini si rincorrono divertiti e uno di loro spruzza inavvertitamente dell’acqua sulla maglietta del padre.

Una scena bellissima, una delle quattro presentate nella pubblicità della Durex, che intende però mostrare, nell’intento poco riuscito degli ideatori dello spot, un’immagine della vita familiare come una specie di incubo caratterizzato da una quieta disperazione-rassegnazione, ma senza, ahi loro, risultare minimamente credibili. Mentre, infatti, le immagini si susseguono al rallentatore, con le note melanconiche della Sonata, si cerca di prendere per il naso il pubblico cercando di fargli credere quanto possa essere tragico per un padre avere la maglietta bagnata in piena estate (come nella prima scena, appunto) per di più circondato dall’allegria dei suoi bambini o quanto possa essere devastante per un riccone, di ritorno dalle sue estenuanti (quelle tragiche, sì!) ore di lavoro, arrivare con la sua auto costosissima a casa e trovare le sue mazze da golf rovesciate nel cortile, considerato che se ne potrà ricomprare almeno un’altra dozzina.

O quanto possa essere sconvolgente per un padre che lavora al computer essere circondato dall’abbraccio dei suoi bambini che gli fanno sfuggire di mano una tazza di the, rovesciandosela addosso (esperienza che è capitata a tutti noi almeno una volta della vita, con o senza figli!).

Peraltro quelli della Durex, sono stati così “scaltri” da aver scelto bambini bellissimi: nella scena appena descritta se ne vedono alcuni simpaticamente sdentati, con meravigliosi capelli biondi e piedini che farebbero tenerezza anche ad Erode(!). Per completare questo maldestro tentativo di distruggere l’immagine del rapporto padre-figli, si continua con l’ultima scena, in cui stavolta il protagonista è un padre di 4 figli che (tenetevi forte) lottano addirittura con i cuscini! Caspita, una “tortura” davvero degna delle carceri di Guantanamo. Per di più, il papà in questione se ne infischia altamente, infilandosi con indolenza le cuffie dello stereo nelle orecchie, mentre assiste indifferente alla scena, persino sdraiato sul divano.

Non si capisce bene il taglio di questo spot o meglio, è talmente mal riuscito che viene da chiedersi se credono di essere spiritosi, perché proprio non ci riescono e non riescono nemmeno ad essere tragici o convincenti. Perché per quanto si cerchi di dissuadere un uomo dall’esperienza della paternità, presentandogliela nel peggiore dei modi possibili, è un dato di fatto che, nel momento stesso in cui si diventa padri, la nascita del proprio figlio mette di fronte ad una realtà che non si cambierebbe nemmeno con la più brillante delle vite e delle carriere.

 

di Manuela Antonacci

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