26/07/2021 di Manuela Antonacci

L’esempio di Bussolengo: una mozione comunale pro-maternità. E il resto d’Italia?

Finalmente una mozione per fornire un’alternativa all’aborto, è quella presentata dal consigliere Enrico Vassanelli al consiglio comunale di Bussolengo. La mozione intitolata “Sostegno alle maternità difficili, un’urgenza non rimandabile” proposta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Enrico Vassanelli, su proposta di Maddalena Morgante, responsabile regionale veneto del Dipartimento pari opportunità, famiglia, valori non negoziabili.

Quale sia il contenuto della mozione in questione, è presto detto, come spiega Vassanelli, partendo dal presupposto che metà delle interruzioni di gravidanza avvengono per ragioni di povertà materiale, si invita il Consiglio comunale “ad istituire un apposito fondo di sussidio alla maternità che fornisca alla donna intenzionata ad abortire, a causa di comprovate oggettive difficoltà socio-economiche, la possibilità di usufruire di un intervento economico straordinario subordinato alla disponibilità della donna ad aderire ad un progetto sociale individualizzato”.

Che tradotto in termini concreti significa: sostegno alle donne in gravidanze a rischio, collaborazione con il consultorio e le strutture socio-sanitarie per fornire soluzioni alternative all’aborto, ma anche campagne di informazione sulle misure di aiuto a quelle coppie che affrontano una gravidanza difficile a causa di presunte malformazioni del feto.

E ancora sostegno concreto a quelle famiglie che si trovano ad assistere figli con gravi malformazioni, corrette e precise informazioni sulla tutela sui diritti in ambito lavorativo e sulla possibilità di partorire in anonimato. Insomma tutti quegli aiuti che lo stato è tenuto a fornire e di cui paradossalmente si parla proprio nella legge 194, all’articolo 1 “Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.” Ed è bene, dunque, che i vari enti locali, si attivino in questo senso, applicando finalmente ciò che sono tenuti a fare per legge.

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