La Procreazione Medicalmente Assistita è un sistema che dietro la promessa di coronare il sogno di un figlio nasconde un terribile incubo: la selezione eugenetica, la manipolazione, la crioconservazione senza termine e la soppressione di decine di migliaia di embrioni, esseri umani trattati come materiale di scarto commerciale con un cinismo barbaro e disumano. Per questo, così come condannammo la scelta di inserire la pratica nei Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario, non possiamo che considerare politicamente e moralmente sbagliata la decisione della Regione Puglia di finanziare la PMA con 5 milioni di euro per renderla gratuita per le coppie, perché incentiva e amplifica questo meccanismo di morte che uccide più esseri umani di quanto faccia la stessa procedura dell’aborto. Le tante coppie che, comprensibilmente, desiderano un figlio sono peraltro spesso illuse e tenute del tutto all’oscuro circa il vero volto della PMA, considerato che su 10 embrioni “prodotti” meno di uno arriva a nascita, con un rischio statisticamente significativo di numerose patologie, incluse malattie oncologiche. Decine di migliaia, poi, sono i piccoli esseri umani generati in sovrannumero dai cicli di PMA e crioconservati in un limbo letteralmente agghiacciante. Per non parlare della pratica eterologa sdoganata da una delle tante ingerenze della Corte Costituzionale sulla Legge 40/2004, che priva i bambini del diritto fondamentale di conoscere e crescere con i propri genitori biologici.
Così Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia