27/11/2019

La madre surrogata che fa l’influencer

Se la maternità surrogata non vi sembra abbastanza, sappiate che è arrivata la maternità surrogata vissuta da “influencer”. E come poteva mancare, in un momento come questo, in cui si cerca di normalizzare con tutti i mezzi leciti ma soprattutto illeciti, ciò che è contro la natura biologica e morale dell’Uomo?

Parliamo di Jessica Girado, una donna di 35 anni, moglie di un pastore e madre di cinque figli che fino ad ora su Instagram ha raccolto circa 18.000 follower raccontando la sua esperienza di madre surrogata che, lo scorso anno, ha portato in grembo due gemelli, frutto di un’inseminazione artificiale per conto di terzi. La donna, nell’intervista rilasciata al settimanale statunitense Kelsey Pelzer di Parade, ha raccontato che tutto sarebbe nato quando avrebbe raccolto le confidenze di una sua cara amica disperata per i suoi problemi di infertilità. Da quel momento, sostiene, sarebbe nato in lei il bisogno (non certo gratuito, come si evince bene dal resto della storia) di aiutare altre coppie ad avere figli. Così si sarebbe rivolta ad un’agenzia e, dopo qualche tempo, sarebbe stata messa in contatto con una coppia cinese desiderosa di avere un bambino. Ma sarebbe, da quel momento, iniziata quella che, seppure tra le righe, emerge come una disavventura: «è stato un po’ difficile» con momenti «molto, molto dolorosi» ha dichiarato, infatti, la donna. Parliamo di una mamma di cinque figli che avrebbe sofferto, come ha dichiarato, non poco, soprattutto negli ultimi mesi della gravidanza, problemi mai riscontrati nelle gravidanze precedenti.

Infatti, già l’inizio della gestazione, a giudicare dalle sue parole, non sarebbe stato un giochetto: «A circa otto settimane, la nausea mattutina mi ha colpito duramente. Non mi era mai successo con nessuno dei miei cinque figli, per cui né io né la mia famiglia eravamo preparati. Ero davvero molto agitata. Alla fine tutto ciò si è interrotto intorno alla ventiquattresima settimana». Quindi la donna avrebbe sofferto di disturbi mai patiti durante le sue precedenti cinque gravidanze e in più, come ha dichiarato apertamente nell’intervista: «Alla fine della gestazione, sono stata a letto per due mesi. Mi ha fatto male. Il mio corpo era ferito». Anche il post partum non dev’essere stato un giochetto: sebbene la Girado abbia negato qualunque attaccamento ai bambini portati in grembo (cosa che risulta davvero poco credibile, anche dal punto di vista della scienza che ha più volte dimostrato il fitto rapporto biochimico tra mamma e bambino durante la gravidanza) tuttavia ha ammesso che il post partum è stato emotivamente difficile, al punto che le sarebbe stato versato un compenso extra di 40.000 dollari.

Insomma, un’esperienza che come ammette la donna stessa, «non assomiglierà alle gravidanze che hai avuto con i tuoi figli. Probabilmente sarà più difficile» e che, seppure sostiene che rifarebbe, tuttavia deve averla segnata non poco, se dei bambini che ha portato in grembo parla pochissimo, se non per dire che l’unica cosa che non rifarebbe è portare in grembo dei gemelli.

 

di Manuela Antonacci

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