02/05/2021 di Luca Scalise

La bellezza che salva. Il progetto per i malati oncologici

La difesa della Vita spesso si scontra con interrogativi esistenziali che tutti gli uomini condividono, domande di senso oggetto della riflessione di ciascuno: “Perché si vive?”, “Perché si muore?”, “Perché si soffre?”, “Perché proprio io?” e tante altre di questo tipo. In particolare, sono le situazioni di sofferenza a suscitare in noi un maggiore interesse nel trovare risposte a tali questioni.

Non è affatto scontato cogliere il senso della vita quando si soffre o quando si sa che un certo male possa portare alla morte. Ma riconoscere il valore della propria vita persino in questi tragici casi è possibile. È possibile grazie alle cure, all’assistenza e all’amore che si ricevono dalle persone che si hanno accanto. È possibile quando il sofferente non viene fatto sentire un peso, ma un dono prezioso per tutti i suoi cari.

Leggiamo su Aleteia Italiano dell’esistenza di una bella iniziativa. Si chiama: “La bellezza che salva”. È un progetto che coinvolge «63 ragazzi del Centromoda Canossa e del liceo artistico “Alessandro Vittoria”» di Trento, che si sono impegnati «a creare capi di abbigliamento ed accessori personalizzati» per i loro «coetanei che combattono una patologia oncologica o si stanno confrontando con un male incurabile».

«Il capo più gettonato è stata la felpa, status simbol dell’adolescenza. Qui la loro fantasia si è sbizzarrita, pur rimanendo ancorata ai bisogni specifici dei potenziali destinatari: disegnata con lo scaldacollo incorporato, con maniche rimuovibili a seconda della temperatura esterna, con zip nei punti in cui far passare delle cannule, con tasca reversibile diversamente colorata attraverso cui comunicare il proprio umore senza dover far ricorso alle parole».

Insomma, si tratta di un’iniziativa importante di vicinanza dal linguaggio chiaro: quei sofferenti non sono semplicemente malati, ma soprattutto persone, ragazzi la cui vita ha valore indipendentemente dalla cosiddetta “qualità”. È un progetto che dice loro: “C’è qualcuno che lotta per voi e con voi”. Perché la creatività, messa a servizio della vita, può aiutare tanto tanti.

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