26/08/2019

Inverno demografico, Corea del Sud e Baeck Ha-na

Poco tempo fa abbiamo letto l’esaltazione della iniziativa contro il matrimonio e la maternità di due ragazze della Corea del Sud anche su diversi quotidiani italiani, a seguito di articoli apparsi sulla stampa estera. C’è da rabbrividire, eppure il dipinto che ne viene fatto è naif.

La Corea del Sud deve affrontare le minacce alla sicurezza e le sfide economiche dei concorrenti in Asia e nel mondo, ma la più grande minaccia a lungo termine per il proprio interesse nazionale è la sfida demografica rappresentata dal basso tasso di natalità. L’incapacità del governo sudcoreano di aumentare il tasso di natalità rappresenta un grave pericolo a lungo termine per l’economia e la sicurezza della Corea, ne è convinto anche il centro studi strategici israeliano Begin-Sadat che ha pubblicato un rapporto inquietante sul futuro del paese.

Nel considerare le potenziali minacce alla Repubblica della Corea del Sud, la prima che viene in mente è la minaccia alla sicurezza rappresentata dai missili nucleari nordcoreani e dall’esercito di Pyongyang di un milione di soldati. Oltre alla minaccia alla sicurezza, anche la Corea del Sud deve affrontare una minaccia economica. L’alta tecnologia e la costruzione navale cinesi, tra le altre industrie, rappresentano una sfida economica per la  Corea del Sud.  Eppure, nel silenzio del mondo occidentale, la principale minaccia strategica per la Corea del Sud è il problema demografico di un basso tasso di natalità, che implica un numero decrescente di eventuali consumatori e una forza lavoro in declino, entrambi fattori che possono accelerare il declino dell’economia e della sicurezza sudcoreana. Il tasso di natalità minimo richiesto per sostenere una società è di circa 2,1 figli per donna. Nel 1960, il tasso di fertilità in Corea del Sud era di 6,09. Da allora è precipitato nel 2000, il tasso di fertilità in Corea del Sud era sceso a 1,72 e nel 2018, il tasso di natalità della Corea del Sud è scivolato ulteriormente a meno di 1,2 bambini per donna.

Le previsioni di quest’anno 2019 sono drammatiche, si prevede un tasso di natalità non superiore a 0.92 bambini per donna, una eutanasia nazionale.

La società sudcoreana si sta rapidamente autodistruggendo. Questo rappresenta un problema esistenziale per la nazione.  Il calo del tasso di natalità coreano si riflette nel calo annuale del numero di candidati che sostengono l’esame universitario nazionale, il College Scholastic Ability Test (CSAT). Il numero di candidati CSAT nel 2018 è stato inferiore di quasi 250.000 rispetto al numero di candidati a metà degli anni ’90, meno 30%. Ciò equivale e corrisponderà ad un calo del numero di potenziali studenti, soldati, membri della forza lavoro e consumatori. La diminuzione del numero di studenti universitari influenzerà il numero di ingegneri, medici e altri professionisti che forniscono servizi vitali alla società. La diminuzione del numero di nascite influirà anche sulle pensioni che i cittadini più anziani percepiscono.

Il governo deve affrontare il problema del calo del tasso di natalità e rivalutare le politiche di incentivazione per aumentarlo, tant’è che il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in ha lanciato un comitato sin dal dicembre 2017 per affrontare il basso tasso di natalità del paese, chiamato Comitato presidenziale per la società che invecchia e la politica della popolazione.

In questo contesto, nei giorni scorsi, appare la notizia sull’eroina Baeck Ha-na, una star di YouTube della Corea del Sud,che sta promuovendo la vita da sola, senza matrimonio e senza figli. Nel canale YouTube in inglese “;Solo-darity”, la Baeck si oppone al fatto di essere chiamata “;mi-hon” – qualcuno che non è ancora sposato e promuove invece il comportamento delle ragazze e donne che rifiutano il matrimonio e la maternità. La Baeck è membra di EMIF, o “;Elite senza matrimonio, vado avanti”, una rete creata per le donne e per ospitare discussioni, partecipare a proiezioni di film e organizzare eventi di networking. «Il problema più grande del governo è che non ascoltano le donne, i soggetti reali che devono sopportare i bambini e crescere i bambini», ha affermato Kang Han-byul, cofondatore del gruppo. «Cercano di vendere questa idea che una famiglia è bella, avere figli è bello, quando ci sono molte cose non dette che accadono realmente alla donna fisicamente, mentalmente – motivo per cui queste politiche non ci conquisteranno mai».

Siamo dinnazi a una tragedia di un popolo che rischia l’estinzione, il dramma di politiche famigliari e per la natalità inefficaci, misure di conciliazione del lavoro inique e, forse, pure ingiuste. L’esaltare scelte contrarie alla famiglia e alla natalità non è positivo, né amichevole nei confronti della nazione coreana, ma farlo in un paese come il nostro che soffre da decenni gli stessi gravi problemi di estinzione/eutanasia nazionale è grave. Significa solo una cosa, non è capito che femminilità e maternità non sono opposte ma complementari, ancor peggio non ci si rende conto del baratro che ci attende tra pochi anni.

Luca Volonté

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