22/11/2021 di Luca Volontè

In India l’utero in affitto viene imposto con rapimenti e violenze

Nei giorni scorsi è emersa l’ennesima crudele storia di come si svolge nella realtà la maternità surrogata. Una ragazza di 19 anni di Nagpur, in India, è stata trovata incosciente su una strada nella città di Ujjain. E’ stato scoperto che mesi fa era stata venduta a una coppia che l'ha costretta a rimanere incinta e l'ha lasciata al ciglio della strada considerandola morta dopo che aveva dato alla luce il figlio.

Secondo il ‘Times of India’, quando è stata trovata, la giovane donna non aveva documenti e la polizia non sapeva cosa le fosse successo. È stata portata in un centro medico e lì ha ripreso conoscenza cinque giorni dopo. È stato allora che ha raccontato alla polizia il calvario a cui era sopravvissuta. La giovane donna ha detto di essere stata tenuta prigioniera per 16 mesi da una coppia a cui era stata venduta da un trafficante di esseri umani che aveva promesso di darle un lavoro ben pagato. La coppia voleva un altro bambino dopo che i loro primi due figli erano morti per cause sconosciute. La coppia avrebbe dunque comprato questa giovane donna e tenendola prigioniera per mesi, durante i quali l’uomo l'avrebbe anche ripetutamente violentata.

Una volta che la giovane donna è rimasta incinta, Singh e sua moglie (questi il nome emerso dalle indagini) l’hanno portata a fare i controlli medici del caso, ma hanno anche inscenato una finta gravidanza per la moglie, convincendo i vicini che lei fosse effettivamente incinta.

Quando la vittima ha subito un cesareo è stata registrata in ospedale sotto il nome della moglie di Singh. Dopo la nascita del bambino hanno scaricato la ragazza lungo la strada. Una storia i violenze a abusi, che può essere considerata a tutti gli effetti come una “variante” estrema ed estremizzata della già becera pratica dell’utero in affitto.

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