03/05/2021 di Manuela Antonacci

Il trucchetto dell’Unione Europea per legittimare l’utero in affitto

Sul sito della Commissione Europea, ultimamente, è apparsa una sorta di programma per il riconoscimento della genitorialità nelle situazioni familiari transfrontaliere. In poche parole, in nome della libertà di movimento, gli Stati dell’UE dovranno riconoscere anche situazioni illegali, oltreconfine.

In soldoni, si tratta di una sorta di foglia di fico, come denuncia Simona Baldassarre, medico, europarlamentare della Lega e Responsabile del Dipartimento Famiglia del Lazio, per imporre l’omogenitorialità e l’utero in affitto".

Come spiega meglio la stessa Baòdassarre: “L’obiettivo è sempre lo stesso: far entrare dalla finestra quello che è vietato dalla porta. Il rischio è che i cittadini di paesi dove la maternità surrogata non è ammessa, come il nostro, saranno obbligati a riconoscere le definizioni più stravaganti di “famiglia”, come quelle utilizzate da paesi come il Belgio, l’Olanda la Grecia e il Portogallo, dove con l’utero in affitto si diventa genitori. Una strategia indicata già dalla Presidente Von der Leyen, durante l’ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Parole chiare le sue: “Chi è genitore in un paese, è genitore in tutti i paesi”.

Infine, sempre l’eurodeputata aggiunge che si augura che più persone di buona volontà possibili visitino sito della Commissione, entro il 12 maggio, per dire la propria per fermare questo progetto che, in realtà, vorrebbe semplicemente distruggere la famiglia naturale e ignora, volutamente, la competenza esclusiva degli Stati membri in materia di diritto di famiglia.

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