11/06/2021 di Manuela Antonacci

Il sindaco che ha promosso i manifesti contro l’utero in affitto: «Così difendo l’articolo 21 della Costituzione»

Un sindaco controcorrente Michele Jacobelli, quantomeno coraggioso di questi tempi, in cui il pensiero unico domina la scena politica e culturale della nostra società. Iacobelli, infatti, ha fatto affiggere ultimamente una serie di cartelli contro l’utero in affitto, nelle vie del comune che amministra, Palazzago, in provincia di Bergamo. Abbiamo voluto sentirlo per conoscere meglio questo esempio (insolitamente) virtuoso.

 

Sindaco, com’è nata questa iniziativa?

«La nostra sensibilità è questa. Già l’anno scorso, Pro Vita & Famiglia, aveva fatto affiggere manifesti contro la RU 486 e immediatamente abbiamo ricevuto una lettera di protesta da una signora che mi esortava a far togliere i manifesti, come avevano fatto il sindaco di Milano e di Bergamo. Allora alla signora ho risposto protocollando la lettera esattamente con la scritta che era affissa sul manifesto incriminato. Inoltre ho aggiunto che, se i sindaci delle città che aveva citato si erano comportati come dei censori, questo non costituiva per me motivo per andare contro la libertà di espressione prevista dall’articolo 21 della Costituzione italiana “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. E infine ho chiosato sostenendo che, il confronto e lo scambio di opinioni, in particolare quando si tratta della salute e della tutela dei più fragili, dev’essere sempre permesso e valorizzato puntualmente. Inoltre il 3 giugno si è svolta una cerimonia in cui il piazzale del nostro paese è stato intitolato al Milite Ignoto, Pro Vita & Famiglia ha fatto una regolare richiesta per affiggere manifesti che sono stati inseriti, per una felice combinazione, proprio nelle vicinanze delle scuole, dove si sarebbe tenuta la manifestazione».

Ci sono state reazioni avverse riguardo gli ultimi manifesti, sull’utero in affitto?

«Sì, sempre dalla solita persona, perché la scrittura è sempre quella. Infatti si è intervenuti con un pennarello rosso ad imbrattare i manifesti con la scritta “omofobi” e “misogini”. Dopodiché, sempre col pennarello, è stata cancellata la scritta “Genitore1” “Genitore2”. In compenso, però i manifesti sono stati visti da tanti ragazzi, durante la cerimonia del Milite Ignoto. In generale, però, da noi, non ho visto nessun cittadino, a parte questa singola situazione, perché tutti hanno, secondo me, questa sensibilità, per cui non si può uccidere una persona».
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