13/02/2020

Il Comune di Avio nega registrazione di una bimba con due “padri”. Le parole del Sindaco

Il comune di Avio ha respinto la richiesta di una coppia di uomini di registrare la bambina fatta venire al mondo tramite fecondazione eterologa e utero in affitto, come figlia di entrambi.

Ovviamente, quelli che si definiscono come entrambi “padri” della piccola, stanno sollevando un gran polverone: si tratta del 29enne Juri e del suo compagno Stefano che hanno tentato di iscrivere la bambina all’anagrafe presentando il certificato di nascita e una domanda di iscrizione all'anagrafe stessa, con entrambi i genitori, ma hanno ricevuto un deciso rifiuto da parte del Comune.

Dopo un anno ci hanno riprovato, avvalendosi anche del supporto di un avvocato per chiedere l'iscrizione all’anagrafe con un solo genitore e il Comune, a detta di Juri, avrebbe risposto chiedendo un documento per attestare chi fosse il genitore biologico della piccola, cosa che avrebbe scandalizzato i due, secondo i quali la paternità non avrebbe nulla a che fare con i legami biologici.

Al sindaco di Avio, Federico Secchi, voce istituzionale della vicenda, abbiamo chiesto ulteriori delucidazioni.

 

Sindaco, innanzitutto chi ha ordinato la non trascrizione all’anagrafe e perché, com’è andata la vicenda?

«In realtà da un punto di vista politico non è stata particolarmente seguita, perché esiste una normativa specifica che è quella a cui l’ufficio anagrafe fa appunto riferimento e che oggi declina le cose in maniera molto chiara. Tutta la questione, posto che sono sempre stato al corrente di come si è evoluta la vicenda, però, è stata seguita evidentemente dal responsabile del nostro ufficio anagrafe rispettando quello che la norma prescrive».

Cosa risponde ai protagonisti di questa storia secondo i quali il Comune ha agito in modo scorretto perché avrebbe dato troppa importanza alla paternità biologica?

«Intanto loro hanno parlato di test del DNA ma mai nessuno qui ha pronunciato il termine dna, quindi secondo me hanno voluto strumentalizzare la cosa. E alle accuse che rivolgono nei confronti del Comune rispondo solamente dicendo che, molto probabilmente conoscono poco la norma. Il Comune, ho già chiarito, non fa assolutamente nessuna discriminazione, non ci sono cittadini di serie A e di serie B, ma il Comune applica scrupolosamente in tutti i casi che gli vengono sottoposti, il rispetto della legge».

La decisione del Comune può essere accusata di avere una matrice ideologica o è finalizzata solo a rispettare la legge?

«Qui il confronto è sul piano giuridico, abbiamo rispettato le regole e quello che la normativa prescrive, tutto qui. Per questo, a fronte della decisione dei due protagonisti di questa vicenda di far intervenire il loro legale, noi faremo intervenire il nostro perché il Comune valuti attentamente i passi da fare».

 

di Manuela Antonacci

 

 

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