«Nei giorni scorsi abbiamo rilanciato la testimonianza di Francesco Perboni, il papà che ha denunciato sui nostri profili la lettura di libri sulle famiglie arcobaleno nei nidi comunali di Bologna, senza che i genitori ne fossero informati. Il caso è diventato nazionale, ha avuto un’ampia eco mediatica e ha messo in guardia tantissimi genitori. Siamo in costante contatto con le forze politiche che si stanno muovendo, sul territorio e in Parlamento, per chiedere che queste letture gender negli asili nido vengano fermate. A tal proposito ringraziamo il vicepremier Matteo Salvini per aver rilanciato il video-denuncia e il deputato Galeazzo Bignami per aver annunciato che porterà il caso in ogni sede politica e istituzionale fino in Procura per fare luce sull’accaduto e sulle responsabilità». Così, in una nota, Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
«L’indottrinamento gender nelle scuole e negli asili nido italiani è un problema reale e diffuso – prosegue Coghe – e la pressione arriva anche dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che ieri ha raccomandato agli Stati di garantire un’educazione sessuale “completa” e “inclusiva” in tutti i contesti educativi, pubblici e privati. Si è spinto fino a sostenere che “le esenzioni a un’educazione sessuale, sia a livello giuridico che nella pratica, compromettono la protezione dei minori”. Tradotto: il diritto dei genitori di decidere viene trattato come un ostacolo da rimuovere. È un attacco diretto alla Legge 104/2026 sul consenso informato che vieta di trattare temi legati alla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie, salvo quanto previsto dalle Indicazioni nazionali, e chiede il consenso dei genitori dalla scuola media in poi. Non a caso la sinistra usa già la raccomandazione per chiedere di smontare la Legge. Noi terremo alta la vigilanza e fra pochi giorni pubblicheremo e diffonderemo un’ampia Guida per informare i genitori italiani e dare loro tutti gli strumenti per far rispettare la legge e impedire alle solite associazioni arcobaleno di aggirarla».
+++ AGGIORNAMENTO +++
Tra i politici che hanno rilanciato il video-denuncia pubblicato sui nostri social anche l'europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna - che ha aggiunto: «c'è un evidente progetto politico e ciò che noi chiediamo è: giù le mani dai bambini» - e il capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Bologna Matteo Di Benedetto, il quale ha anche annunciato di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bologna e agli uffici competenti.