07/03/2021 di Luca Volontè

Francia, ecco come per legge la grammatica annulla i pronomi maschili e femminili

“Scrittura inclusiva”, questo nuovo tipo di scrittura mira a riformare l'ortografia per bandire la supposta supremazia del maschile e femminile nella società, di cui la grammatica sarebbe lo specchio. In cosa consisterà questo nuovo sistema grammaticale e linguistico francese?

È stato inventato per permettere a una parola di essere sia maschile che femminile che neutra. Così si dovranno scrivere le parole in tutte è tre le formule per raggiungere un risultato soddisfacente e corretto. Nessuno escluso, tutti inclusi anche a costo di violare la bella e ricca lingua francese. La regola, dunque, sarebbe quella di scrivere la radice della parola, seguita dal suffisso maschile, un punto, il suffisso femminile (poi, nel plurale, un secondo punto medio e una ‘s’ finale). Le parole "comuni", spiga bene Le Figaro, designano questi termini che hanno la stessa forma nel maschile e nel femminile, quindi devono essere privilegiati sempre. Per evitare i termini ormai problematici come "uomo e donna", si usa il termine "persona". "Attore" o "attrice" saranno sostituiti da "artista" o "impiegato" da "membro dello staff".

Negli ultimi decenni era considerato rispettoso qualunque discorso nel quale si salutassero le “Signore e i Signori”, ora potrebbe apparire scortese, poco inclusivo e persino offensivo. Ora sarà necessario non solo equiparare i termini femminili e maschili, ma anche (laddove è possibile) usare termini comuni e neutri per essere più inclusivi. Per esempio, "le.la.présenteur.ice", o ancora meglio "la.le reporter”.

Un "pronome neutro", dunque, sarà usato per riferirsi sia agli uomini che alle donne. Poiché il neutro non esiste in francese, a differenza del latino o del tedesco, i sostenitori dell'inclusività hanno deciso di inventarne uno: "iel" o "ille".  Gradi, titoli e nomi commerciali che esistevano solo in forma maschile devono avere la loro controparte femminile, ma attenzione… questo sembra essere solo un primo passo per ‘inventare di sana pianta’ nuovi termini, più inclusivi e neutri che produrranno il solo effetto di creare una vera e propria neolingua. Nuova era, nuove ambizioni, nuove lingue. Si fa di tutto per abolire il passato e l’eredità storica, una nuova ‘tabula rasa’ che sfocerà, come più volte nel passato, in nuovi totalitarismi incivili e votati al pensiero unico. Le proteste, ovviamente, non mancano in particolare da parte di Rettori di importanti Università, di linguisti di prestigio e di molti deputati dell’opposizione. Da tre anni, infatti, l’Accademia Francese si batte contro questa barbarie linguistica. Dunque la battaglia per salvare la lingua francese è in corso e, con essa, il futuro della ‘grandezza francese’.

 

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info