17/12/2021

FLASH – Esperti giapponesi avvertono che per i giovani i vaccini sono più pericolosi del Covid

Ieri è iniziata anche in Italia la somministrazione dei vaccini anti-Covid ai bambini nella fascia d’età tra i 5 e i 12 anni, nonostante il fatto che diversi esperti lo abbiano fortemente sconsigliato, soprattutto per le incognite sui potenziali effetti avversi.

Ora una revisione presente nel numero più recente di Med Check, un bollettino medico bimestrale pubblicato dal "Japan Institute of Pharmacovigilance” (NOPJIP) come membro della “International Society of Drug Bulletins” (ISDB), ha rivelato che i vaccini Covid possono comportare un rischio di morte almeno sette volte maggiore rispetto al virus stesso per le persone che hanno da 20 a 30 anni.

Med Check ha citato tre segnalazioni di individui di età compresa tra 20 e 29 anni che sono morti entro giorni o settimane dalla vaccinazione, stimando il tasso di mortalità per quel gruppo di età a 3,2 per 1 milione. Anche con solo tre casi, il rischio di una reazione fatale al vaccino ha superato in modo significativo il pericolo legato al virus per i giovani, che secondo Med Check hanno una probabilità di 0,6-0,8 su 1 milione di morire a causa della malattia in Giappone. Infatti solo sette degli 11,8 milioni di giapponesi tra i 20 e i 30 anni sono morti di COVID fino a giugno 2021.

Gli esperti hanno determinato che il rischio di morte per vaccinazione era più di sette volte superiore a giugno e quasi cinque volte superiore entro l'11 agosto, rispetto al rischio di morire per il coronavirus. Facendo un calcolo a medio-lungo termine, entro qualche anno il rischio di morte per la vaccinazione tra i ventenni potrebbe arrivare ad essere fino a 40 volte maggiore rispetto a quello per il Covid-19.

Nel bollettino è stato anche sottolineato che non ci sono stati decessi per Covid in Giappone di persone di età inferiore ai 20 anni fino al settembre 2021. Mentre "se i bambini di questa fascia di età verranno vaccinati, ci potrebbero essere delle morti".

I medici hanno concluso affermando che “anche se i bambini, gli adolescenti e le persone tra i 20 e i 30 anni vengono contagiati, l’infezione è naturalmente lieve o asintomatica perché hanno meno recettori ACE2 del SARS-CoV-2 rispetto agli adulti e specialmente agli anziani. È quindi ridicolo considerare la vaccinazione per i bambini in età scolare”.

Fonte: LifeSite

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