22/04/2022 di Luca Volontè

Femministe contro l’utero in affitto. L’Italia prenda esempio dal Canada

La maternità surrogata è diventata una pratica relativamente “tradizionale” in Canada, paese che ormai si sta assuefacendo ad ogni barbarie. Le celebrità e coloro che hanno mezzi economici trattano l’utero in affitto come un'opzione innocua per aiutare le donne che non possono o non vogliono avere figli propri o per permettere alle coppie gay di avere figli. Pochi sembrano considerare l'impatto sulla madre e sul bambino, lo schiavismo e sfruttamento che li colpisce, il disprezzo per i loro diritti umani fondamentali.

Un nuovo disegno di legge proprio sulla maternità surrogata in Quebec propone modifiche alla legislazione attuale per riconoscere i contratti di maternità surrogata, che invece attualmente non sono legali secondo la legge del Quebec. I contratti violano i diritti umani individuali sia della madre che del bambino e anche in paesi come il Canada, dove le donne non possono tecnicamente essere pagate come surrogate, ci sono modi per compensare economicamente le donne impiegate per portare a termine la gravidanza di questi bambini, il che significa che il loro sfruttamento rimane un fattore determinante e caratterizzante della pratica di surrogazione.

Questioni complesse e purtroppo spesso ignorante dall’opinione pubblica canadese, che tende a vedere l’utero in affitto come un'opzione positiva legata ai diritti delle donne e dei gay.

Questo è il motivo per cui alcuni gruppi femministi come “Pour les droits des femmes du Québec” (PDF) stanno lavorando per sensibilizzare sui danni dell’utero in affitto, con l’intento di combattere l’industria della pianificazione familiare. Clémence Trilling, una delle principali leader del gruppo femminista di Pour les droits des femmes du Québec e WDI Quebec, ha recentemente presentato le molteplici iniziative che si stanno organizzando per bloccare le riforme liberali a favore della maternità surrogata, proseguendo quindi nella loro opera di sensibilizzazione contro queste nuove forme di schiavitù e dispregio della dignità umana di donne e bambini.

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