Europee, Gardini (Fdi) firma Manifesto: «In Europa ora politiche per la famiglia e la vita»

«Riportare in Europa la famiglia e la vita come priorità assolute, come valori portanti e propedeutici a qualsiasi tipo di politiche, rimettere quindi al centro le persone». Sono questi i temi di cui necessita oggi l’Europa secondo l’eurodeputata, oggi candidata con Fratelli d’Italia, Elisabetta Gardini, tra i firmatari del Manifesto che Pro Vita & Famiglia ha proposto come impegno per i candidati alle prossime elezioni comunitarie. Nel breve colloquio la Gardini ha sottolineato inoltre l’importanza di «fermare a livello globale l’aberrante pratica dell’utero in affitto» e mettere in primo piano i «valori nn negoziabili».

Lei è tra i firmatari del manifesto di ProVita & Famiglia. Tra le battaglie primarie c’è quella contro l’utero in affitto.

«Ho firmato con grandissima convinzione il Manifesto, come già feci in passato per altre istanze pro vita. Credo che la priorità fondamentale oggi sia proprio quella di fermare la pratica dell’utero in affitto, di arrivare a un divieto a livello globale. Siamo infatti di fronte a una aberrazione, dove persone povere vengono sfruttate per qualcosa di terribile. È una situazione paradossale perché noi, ad oggi, non possiamo strappare dei cuccioli alla loro mamma, ma possiamo farlo con un bambino che è cresciuto nel grembo della propria madre. Dal punto di vista etico, antropologico e da qualsiasi altro punto di vista si analizzi, questa è una aberrazione, una vera e propria forma di schiavitù. C’è chi vuol far rientrare questa pratica nella logica di atti di generosità e amore, ma sappiamo che è tutto il contrario. Dobbiamo quindi essere in prima linea in tutte le sedi politiche e istituzionali».

Un altro tema è ovviamente quello della famiglia. Ad oggi un piano “salva-famiglie” non esiste in Europa, ma è possibile in futuro declinarlo e farlo arrivare in Parlamento?

«Io sono andata a Verona, dove ho fatto un intervento al Congresso. Provengo da una famiglia numerosa (cinque figli in un nucleo monoreditto) e ho visto da vicino quello che l’Italia e l’Europa non hanno fatto per la famiglia. Al Parlamento europeo la prima cosa da fare è creare l’intergruppo della famiglia, che contrasti l’indifferenza che c’è stata nelle istituzioni europee fino a oggi su questo tema. Mi auguro che nel prossimo Parlamento ci sia molta più gente che abbia questa sensibilità, perché siamo minoritari ora. L’inverno demografico che vive l’Europa oggi la sta portando a un vero e proprio suicidio, perché senza politiche per la famiglia si perderanno la storia, la cultura, le radici giudaico-cristiane e greco-romane che hanno plasmato il Vecchio Continente. Su questo fronte io vedo un grande apporto dai colleghi dell’est europeo. Come diceva Giovanni Paolo II, i Paesi dell’Est, nonostante la dittatura sovietica, hanno sempre mantenuto le loro radici e la loro identità, cosa che invece oggi non sta facendo l’Europa occidentale. Si sente però un risveglio in tal senso. Inoltre è importante sottolineare che l’interesse per la famiglia dovrebbe essere una prerogativa di qualsiasi parlamentare, anche se purtroppo non è così. Non è questione di partiti, ma di persone, quindi dovranno essere gli elettori a capire bene chi davvero ha a cuore questi temi».

La tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, così come della famiglia, sono dei valori non negoziabili. Oggi però sembrano essere messi in secondo piano dalla politica.

«Assolutamente sì: troppo spesso si legifera senza un quadro normativo preciso su questi temi e quindi si sottraggono alla competenza di governi e parlamenti. Questa è una cosa pericolosa perché ci dovrebbero essere delle responsabilità istituzionali ben chiare e definite. Allo stesso tempo, però, queste sono tematiche delicate che non devono essere lasciate né nelle mani dei politici di professione né nelle mani solo degli scienziati, ma ci deve essere una discussione e un percorso che coinvolga l’intera collettività. Sono infatti temi che toccano noi e soprattutto ciò che lasceremo in eredità ai nostri figli e alle generazioni future, quindi è indispensabile che ce ne occupiamo tutti quanti. Noi crediamo nella difesa della vita dal suo concepimento fino alla morte naturale. Come ho detto prima, è inconcepibile che ci sia sdegno se una persona calpesta un uovo perché ha distrutto una vita nascente, ma lo stesso non avviene se si abortisce finanche all’ottavo o nono mese di gravidanza. Stiamo vedendo delle aberrazioni assurde in questo senso, soprattutto da alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, che alcuni definiscono avamposti di civiltà ma che in realtà sono avamposti di barbarie».

Quali dunque, in sintesi, le istanze principali che porterà in Parlamento europeo e quali le priorità che si dovrebbero affrontare nel prossimo futuro?

«Proprio su questi temi, che sono valoriali, non bisogna fare sconti a nessuno e andare avanti, e questo è un nodo cruciale per Fratelli d’Italia. Sono in particolare dei valori che, per la loro importanza, sottendono a tutte le politiche che poi si vanno a proporre e a mettere in pratica. Se penso al tema del lavoro, per esempio, non posso non pensare di conseguenza ai giovani, ai nostri figli. Oppure quando si pensa allo sviluppo sostenibile o alla tutela dell’ambiente, si devono avere a priori questi temi di cui abbiamo parlato, come base portante, come orizzonte valoriale a cui guardare. Bisogna quindi mettere al centro la persona, l’essere umano, senza ideologie ed estremismi».

Salvatore Tropea

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