08/06/2022 di Luca Marcolivio

Elezioni Verona. Morgante (FdI): «No alla carriera alias nelle scuole della nostra città»

Maddalena Morgante è una compagna di strada di tante battaglie portate avanti da Pro Vita & Famiglia. 39 anni, avvocato, madre di due bambini, all’inizio del 2021, la Morgante ha assunto l’incarico di responsabile regionale del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori Non Negoziabili di Fratelli d’Italia in Veneto. In questo ruolo, il suo cavallo di battaglia è stato il contrasto al ddl Zan e, più in generale, all’ideologia gender.

Alle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno, Maddalena Morgante è candidata al Consiglio Comunale di Verona, nelle file di Fratelli d’Italia, a sostegno del sindaco uscente, Federico Sboarina. A Pro Vita & Famiglia ha illustrato i punti salienti del suo programma, in cui i principi non negoziabili sono ovviamente in primo piano.

Maddalena Morgante, dall’inizio del suo attuale incarico, lei si è molto impegnata contro l’ideologia gender e, in particolare, contro il ddl Zan. Se sarà eletta al Consiglio Comunale di Verona, come proseguirà questa sua battaglia per la libertà educativa e di espressione?

«Proseguirò la campagna di sensibilizzazione che ho condiviso assieme a tanti amici e associazioni, compresa Pro Vita & Famiglia, attraverso convegni, flash mob, petizioni a Verona e in altre città venete. Abbiamo spiegato che il vero fine del ddl Zan non è tanto nella lotta all’omotransfobia quanto nell’istituzione di un reato d’opinione ma soprattutto nella diffusione del gender nelle scuole dei nostri bambini. Questo per noi è inaccettabile. Io stessa ho subito violenti attacchi sui social e persino minacce di morte per aver mostrato la scritta “No ddl Zan” sulla mia mano».

Quel disegno di legge è stato bocciato in Parlamento ma la guerra all’ideologia gender non è ancora vinta…

«Infatti, anche qui a Verona, c’è ancora molto da fare. Si pensi che la scorsa settimana, il preside dello “Scipione Maffei”, il liceo più antico d’Italia, ha annunciato che i ragazzi potranno iscriversi, attivando le “carriere alias”. Sarà necessario, anche a livello comunale, portare avanti un discorso culturale e di sensibilizzazione intorno all’opera di indottrinamento che cercano portare avanti nelle nostre scuole. Sarà quindi mio compito tutelare il rispetto del consenso informato, di modo che i genitori possano accedere a tutti i progetti educativi che riguardano i temi sensibili e monitorare che nei dibattiti scolastici ci sia contraddittorio. Aiuterò poi a denunciare gli istituti scolastici che introducono le “carriere alias”. Solleciteremo i Ministeri dell’Istruzione, dell’Interno e della Pubblica Amministrazione ad emanare circolari che impediscano l’uso di asterischi, forme neutre e schwa nelle scuole e negli uffici pubblici».

Qual è, invece, il suo programma per il rilancio della natalità e per gli aiuti alle famiglie?

«In Italia, l’inverno demografico ha varcato la soglia di una vera e propria emergenza. Sono profondamente convinta che, per incentivare la natalità occorrano sia leve economiche, sia leve culturali, come il riconoscimento del valore sociale della maternità. A Verona servono ancora più servizi per accudire i bambini, ancora più risorse per le mamme e i papà in difficoltà economiche, nuovi spazi per far giocare i bambini e per i nuclei familiari numerosi. In questi cinque anni è stato fatto tanto, ora tocca a noi completare l’opera. In altri comuni, come Bussolengo, siamo riusciti a far approvare una mozione – condivisa con Pro Vita & Famiglia – di sostegno alle maternità difficili. Mi impegnerò affinché anche a Verona sia approvata una mozione simile».

Per la popolazione anziana, invece, quali servizi prevedete di incentivare?

«Le politiche a beneficio degli anziani sono fondamentali, perché spesso vengono abbandonati. Viviamo in un’epoca in cui parlare di sostegno alla vita è diventato un tabù e in cui non si può parlare di investire sulle cure palliative ma soltanto di eutanasia. È un momento storico in cui sta vincendo la cultura dello scarto. Io, al contrario, credo che gli anziani siano una ricchezza enorme per l’intera società ma anche per i nostri bambini. Abbiamo tanto da imparare dai nostri anziani, dovremmo essere loro grati per quanto hanno fatto ed è nostro dovere proteggerli e aiutarli. Credo anche che la grande forza di Verona, sia nel volontariato: anche questo è un campo in cui dobbiamo investire».

Avete in programma anche progetti per l’assistenza alle persone disabili e per la loro integrazione nella società?

«Un progetto che mi piacerebbe realizzare è rendere i parchi gioco accessibili a tutti, compresi i bambini con qualunque forma di disabilità. Questa idea potrebbe funzionare come leva culturale per i bambini, rappresentando una grandissima forma di inclusione. La diversità è una ricchezza che non deve essere emarginata».

 

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