10/09/2020 di Giuliano Guzzo

Elezioni Veneto, Todeschini (Lega): «Tutelare sempre vita e famiglia e stop al ddl-bavaglio Zan»

Con i suoi 31 anni Alberto Todeschini, candidato consigliere regionale per la Lega nel Veronese, è senza dubbio tra i politici più giovani in corsa per le elezioni del prossimo 20 e 21 settembre. Grande appassionato di calcio (gestisce una squadra di calcetto da 10 anni e porta l’Hellas Verona nel cuore), lavora presso l’azienda agricola di famiglia con il padre e lo zio, oltre ad essere autista di autobus per una scuola media paritaria. Da buon veneto, è insomma uno molto operoso. Su tutto, però, prevale in Todeschini la passione per la politica con un’attenzione ai valori. Proprio su questo tema, allora, lo abbiamo voluto avvicinare per meglio approfondire il suo pensiero, anche in vista di una sua possibile elezione.

 

Quando e dove nasce il suo impegno in politica?

«La mia passione per la politica nasce in giovane età, da quando con mia zia, allora candidata per il comune di Zevio (dove risiedo, ndr.), andavo a distribuire il materiale elettorale. A 18 anni mi sono avvicinato alla lega, e soprattutto al movimento giovani padani - ora Lega Giovani. Per motivi di studio non ero molto presente in provincia ma, dal 2012, mi sono rimesso in gioco in prima persona, dedicando molto tempo al partito. Dopo anni di militanza mi è stato affidato il gruppo giovani di Verona che tutt’ora rappresento. Mi sono candidato due volte consigliare comunale nel mio paese e ad oggi sono consigliere comunale con delega ad associazioni e protezione civile».

Che idea si è fatto del ddl Zan contro l’omotransfobia?

«Il ddl Zan più che essere contro l’omotransfobia mi ha dato l’impressione di essere un ddl “bavaglio” con cui si cerca di limitare le libertà, soprattutto d’opinione e espressione. Come consigliere comunale ho presentato anche una mozione (passata con i voti della maggioranza), che chiedeva a Sindaco e giunta di farsi carico di chiedere lo stop a questo ddl».

Non se ne parla più molto, ma secondo lei i “valori non negoziabili” hanno ancora importanza?

«Certo! Ci sono dei valori non negoziabili che devono essere tutelati, in primis in politica e dalle istituzioni, vediamo come spesso prendere delle posizioni “controcorrente” sia considerato un “errore” quando invece si ritiene di essere nel giusto».

Se sarà eletto consigliere regionale, come intende promuovere i valori di vita e famiglia?

«Io penso che la vita vada sempre tutelata, la famiglia visto che è la prima società dove cresce un bambino deve essere luogo oltre che di sicurezza anche di formazione e sviluppo. La famiglia deve essere tutelata aiutando le giovani coppie a trovare quella stabilità (economica, lavorativa) che permetta loro di creare una famiglia, non solo sostegno economico diretto alle famiglie ma, sottolineo, anche alle imprese in modo che possano rendere la vita del neo genitore facilmente gestibile con la gestione del bambino; penso inoltre alla tutela del lavoro delle donne in dolce attesa, offrendo servizi aziendali per le ore in cui i genitori lavorano e molte altre idee sviluppabili in sinergia con chi gestirà determinati assessorati.Faccio una divagazione più politica: se ci fosse la possibilità - e vedendo la determinazione di Luca Zaia sono convinto che ce la faremo - di avere l’autonomia, sarebbe sicuramente più semplice gestire le risorse e destinarle anche a questi progetti che non sono certo secondari».

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