20/01/2020

Elezioni in Calabria, Molinaro (Lega): «La famiglia dovrebbe essere al primo posto per le istituzioni»

Non solo a livello nazionale, ma anche nell’amministrare le realtà locali è necessario «prendersi cura della Famiglia» e avere delle politiche pro-family e pro-life. Ne è convinto Pietro Molinaro, candidato consigliere per la Lega alle prossime elezioni regionali che si terranno in Calabria il 26 gennaio (circoscrizione Nord-Cosenza) e intervistato da Pro Vita & Famiglia.

Nella regione del Mezzogiorno, infatti, i cittadini dovranno decidere il nuovo governatore tra i candidati Pippo Callipo (Pd), Francesco Aiello (M5S) e Jole Santelli (Lega e appoggiata dal centrodestra).

 

Si avvicinano le elezioni regionali in Calabria, così come a livello nazionale quanto possono essere centrali i temi pro life e pro famiglia per il futuro della regione?

«Non dobbiamo mai stancarci di sostenere la crescita della natalità, e questo in primo luogo va fatto sensibilizzando le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza di dare vita a politiche e strutture aperte al dono dei figli.  La famiglia per sua natura è ponte fra le generazioni e condivisione di vita tra le persone, dai piccoli agli anziani. Vive l’ordinarietà, ma è la prima a far fronte al disagio, alla difficoltà, alle tragedie, alla fragilità delle persone Certamente vanno valorizzate le forme associazionistiche che svolgono un ruolo importante attuando il principio di sussidiarietà. Certo, anche gli interventi economici sono necessari per le famiglie ma è indispensabile un grande progetto educativo sulle ragioni stesse della vita da costruire con il contributo di tutti. Ad esempio, con il rilancio del Patto Euducativo globale voluto da Papa Francesco, la Chiesa è in prima linea e si fa anch’essa carico di questa emergenza.  L’esortazione post sinodo della Famiglia “Amoris Laetitia” del Santo Padre va in questa direzione. La gioia e la bellezza della famiglia fanno emergere che il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani. Il tema natalità e spopolamento e la fuga di tanti giovani è e sarà nelle priorità della mia agenda politica e delle azioni che si dovranno intraprendere insieme alla coalizione di centrodestra dove c’è grande sintonia su questi temi.  La famiglia è minacciata, per la mancanza di lavoro, e questo deve stimolare a prendere misure familiari davvero efficaci, pensate per favorire le giovani coppie. L’impegno è di invertire la tendenza».

Cosa non si è ancora fatto in tal senso (per difendere la cultura della vita e della famiglia) e quali politiche possono essere adottate a livello regionale per favorire non solo la demografia ma anche per difendere i tanti nuclei familiari?

«Occorre innanzitutto parlare sulla e della famiglia con passione e oggi ci vuole anche coraggio. Il pieno riconoscimento e l’adeguato sostegno alla famiglia dovrebbero rappresentare il primo interesse da parte delle istituzioni civili, chiamate a favorire il costituirsi e il crescere di famiglie solide e serene, che si occupino dell’educazione dei figli e si prendano cura delle situazioni di debolezza. Occorre rivedere e rileggere in chiave diversa l’attuale Legge Regionale sulla Famiglia la n. 1  del 2 febbraio 2004, (Politiche regionali per la famiglia). È una Legge manifesto, dico, inattuata e che va assolutamente ripensata con l’aiuto delle associazioni che si occupano di famiglia; sia la Consulta che l’Osservatorio, di fatto previsti dalla Legge e mai costituiti , devono assumere una fisionomia essenziale. Poi un Piano Regionale sulla famiglia con una accentuazione sui minori. Individuare quindi tante buone pratiche che esistono nei quartieri delle città o in comuni a forte rischio sociale dove il bambino deve essere “preso per mano” da una rete di solidarietà fatta dalle associazioni.  Un Piano contro la povertà non solo economica e il sostegno alla genitorialità con misure di accompagnamento alle coppie più fragili. In questi casi, è possibile intercettare  anche  Fondi Comunitari. Incentivare il rapporto con i comuni che sono delegati di fatto alle Politiche Sociali facendo coincidere queste con le Politiche Familiari. E poi ancora: nascita della Famiglia (lavoro per i giovani, casa per le giovani coppie), nascita e crescita del primo figlio (asili, politiche di conciliazione lavoro-famiglia), nascita e crescita di altri figli (politiche fiscali e tariffarie, sostegno al reddito, promozione dell’affido famigliare e dell'adozione), compiti di cura (malati, anziani, disabili) ed educativi, reti di famiglie (famiglie soggetti attivi capaci di generare relazioni e benessere tra gli individui, e anche tra famiglie, per contrastare la progressiva solitudine della nostra società). In alcune regioni a guida Lega questo si fa. Certamente, ogni realtà è diversa, trattare e affrontare tutto questo non si può sviluppare in una fredda scrivania ma ascoltando dal vivo le esigenze e avendo un dialogo franco con le Associazioni Familiari».

La Calabria, così come alcune altre regioni, può diventare un baluardo della difesa dei valori della famiglia e della vita e portare queste istanze anche a livello nazionale?

«In Calabria è quasi superfluo dirlo, è molto vivo il senso della famiglia che rifiuta la cultura dello scarto.  A buon ragione oggi si può dire che la famiglia è il primo ammortizzatore sociale. Le famiglie svolgono una funzione fondamentale nella società, per i molteplici compiti che assolvono per la qualità della vita presente e per lo sviluppo della società futura. Procreativi, educativi, assistenziale, di cura, solidarietà e coesione sociale, economici, protezione dai pericoli esterni, socializzante, trasmissione culturale, sostegno nelle avversità. La famiglia rappresenta inoltre la prima palestra di vita e di socialità, soprattutto se sono presenti altri fratelli, con cui si impara prima la condivisione e l’accettazione degli ‘altri’, e non soltanto dell’’io’. La famiglia rappresenta peraltro la risposta più efficace al progressivo individualismo e, soprattutto, alla progressiva solitudine che caratterizza la nostra società. Le politiche di sostegno alla natalità e familiari hanno una caratteristica: nessuna da sola è in grado di svolgere una funzione efficace per il raggiungimento degli obiettivi precedentemente descritti. È invece necessario che tutti gli aspetti che riguardano il ciclo di vita della Famiglia, vengano toccati, come una collana in cui devono essere presenti tutti gli anelli, affinché possa svolgere appieno la sua funzione. Ecco è proprio questa collana che mi impegno a riannodare trasferendo queste idee e progetti sia a livello regionale che nazionale».

 

 

 

 

 

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