03/03/2019

Educazione gender a Bergamo, ci risiamo

A Natale avete regalato il “piccolo chimico” ai vostri bambini e la Barbie alle vostre bambine? Il Comune di Bergamo avrebbe di sicuro tutta la sua disapprovazione per voi. È online, infatti, da qualche settimana una peculiare riflessione su Edublog, il blog collegato all’assessorato ai Servizi all’Infanzia, che va inequivocabilmente nella direzione del gender.

Nell’ottica del sempre gettonato «rispetto delle differenze», gli operatori dell’assessorato bergamasco hanno intrapreso un «percorso di formazione sulla differenza di genere» che, tra le sue ultime indagini, vede figurare un monitoraggio dei cataloghi dei negozi di giocattoli diffusi nel periodo che precede il Natale in città. I prodotti offerti dalla principale catena di giocattoli per l’infanzia hanno dato un risultato alquanto in linea con la “tradizione”: per i bambini «personaggi spaziali con i loro mezzi di trasporto e ambientazioni», «soldatini e mezzi militari», «pupazzi supereroi e i loro accessori»; per le bambine «principesse in stile barbie», «minipony», «cofanetti trucchi, beauty set».

L’assessorato rileva poi una parte dedicata ai giochi «scientifici ed educativi», non «esplicitamente divisa per genere» ma con scatole «sui toni del rosa, altre dell’azzurro». Quelle di tonalità azzurrina offrono giochi di interesse eminentemente maschile: «laboratorio degli esperimenti esplosivi», «il grande laboratorio dello scienziato pazzo», «microscopio scientifico». Quelle rosa includono: «laboratorio dei rossetti», «laboratorio di profumi, cosmetica e fiori», «lo studio dell’artista». «I maschi sono dunque dipinti come dinamici, coraggiosi, aggressivi, competitivi, tecnologici; le femmine sono immaginate invece come casalinghe, estete, vagamente esibizioniste, accudenti, tenere», prende atto lo staff dell’assessorato, avanzando subito la sua perplessità: «Ci domandiamo se questo tipo di distinzione, basata sul genere, sia davvero così opportuna e utile, se sia proprio l’aspetto più significativo da considerare quando si sceglie un giocattolo per un bambino o per una bambina».

La classificazione tradizionale del giocattoli per bambini e per bambine non è quindi reputata «neutra», né «inoffensiva», perché «costruisce un pensiero, orienta le aspettative, indirizza le scelte», proponendo una «visione ipersemplificata in cui le mille sfumature di una persona, le molte differenze che esistono tra gli individui vengono ridotte e incasellate nel binomio maschio/femmina», un vero e proprio «stereotipo» nella visione dell’assessorato ai Servizi all’Infanzia del Comune di Bergamo.

Ecco allora la proposta: «Se provassimo invece a vedere una bambina e un bambino aprendo a ciascuno tutte le possibilità di essere fata o principe indistintamente dal sesso che li caratterizza anatomicamente?». Se al bambino siano consentite le «scarpette luccicanti» e la «borsa a tracolla» e, alla bambina, sia attribuito «il gioco del meccanico o del falegname», quali «reazioni» e «pensieri» si scatenerebbero in loro?

Secondo Edublog sarebbe il caso di «fermarsi un attimo a riflettere» e «provare a guardare senza retropensieri e immaginari dettati solo da stereotipi». A ciascun bambino e a ciascuna bambina andrebbe lasciato «lo spazio per esplorare il proprio personale modo di essere, di sentire, di fare, apprezzandone l’unicità e la complessità, senza appiccicare etichette semplificanti».

Dalla riflessione all’azione: gli operatori dei Servizi all’Infanzia del Comune di Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Immaginare Orlando e la Cooperativa Impresa Sociale Hg80, si impegnano a portare avanti «un percorso formativo che coinvolgerà in momenti e in modi diversi educatrici ed educatori dei Nidi comunali e accreditati, le Ludoteche comunali in collaborazione col Consorzio Solco Città Aperta e i Gruppi di Discussione per genitori del Comune di Bergamo». È in particolare di questi ultimi genitori che sarebbe interessante sapere l’opinione in merito…

Luca Marcolivio

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