19/09/2021 di Luca Volontè

Domani si vota in Canada. Ecco perché l’obiezione di coscienza è in pericolo

L'obiezione di coscienza all'aborto e all'eutanasia sono due temi emersi nella campagna elettorale delle elezioni federali del Canada del 2021, ma i politici si rifiutano di difenderla.

Il diritto umano più importante, la libertà di coscienza e religione, è abbandonato dai contendenti che si sfidano alle elezioni del prossimo 20 Settembre per la conquista della maggioranza del parlamento. Il leader (pro aborto) dei conservatori, Erin O'Toole, è incerto sulla promessa che è scritta nel Programma politico del suo partito di "proteggere i diritti di coscienza degli operatori sanitari". Il primo ministro liberale al governo, Justin Trudeau, è invece un convintissimo sostenitore del divieto alla obiezione di coscienza per operatori sanitari, medici e ospedali e case di cura anche private e di ispirazione religiosa.

Per lui essere favorevoli alla scelta ha solo un significato: difendere solo la libertà di scelta delle donne (di abortire). Il rifiuto dei politici nel sostenere i medici che non vogliono prestarsi all'aborto o all'eutanasia si rispecchia nella riluttanza delle associazioni professionali a difendere l’obiezione di coscienza

 Il ‘College of Physicians and Surgeons dell’ Ontario’, obbliga i medici a  fornire un "efficace rinvio" in "modo tempestivo" ad un altro professionista o agenzia che possano pratica aborto ed eutanasia, nel caso in cui essi si oppongano. "I medici non devono impedire l'accesso alle cure per i pazienti esistenti o per quelli che le cercano", si legge nelle indicazioni dell’ordine dei medici. Vanno nella stessa direzione le indicazioni del ‘Collège des médecins’ del Quebec che dice che: "In Québec, i medici non possono abbandonare i pazienti o anche ignorare la loro richiesta invocando obiezioni di coscienza, in particolare in materia di aborto o di assistenza medica alla morte, senza indirizzarli a un altro collega. È un obbligo etico".

Negli altri stati, Terranova e Labrador, Nuova Scozia e Manitoba gli Ordini dei Medici la pensano diversamente: i professionisti che rifiutano di prestare servizio non sono tenuti a fare un rinvio ad un altro collega o struttura. Sulla stessa posizione anche il ‘Codice di Etica Professionale’ dell'Associazione Medica Canadese. Tuttavia il divieto all’obiezione di coscienza sta prendendo piede in Canada, tant’è che uno dei più illustri bioeticisti del paese, il Professor Udo Schuklenk, crede che nessun medico dovrebbe avere il diritto all'obiezione di coscienza, posizione ribadita in un articolo pubblicato sul suo blog, dove ha scritto: “L'idea stessa che si debba concedere l'obiezione di coscienza in qualsiasi professione è discutibile. In primo luogo, la medicina è un'industria di servizi e i pazienti hanno il diritto di ricevere un servizio uniforme da parte dei professionisti della salute. Non dovrebbero essere soggetti all'odierna lotteria dell'obiezione di coscienza". Questa è una preoccupazione particolare in un paese vasto come il Canada, dove i medici possono essere scarsi nelle zone rurali. In secondo luogo, "le clausole di coscienza oggi sono per lo più una concessione di diritti speciali ai professionisti sanitari cristiani, almeno nelle democrazie laiche occidentali".

Con il voto alle porte, il Canada decide anche se vuol trasformare i medici in “schiavi” del governo e delle lobby di turno o rispettarne il diritto umano alla libertà di coscienza. Paradosso dei paradossi è che il leader dei Liberali, Justin Trudeau, è il più determinato a vietare questa libertà.

 

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