11/01/2022 di Luca Volontè

Da oggi Israele apre all’utero in affitto per chiunque… e non solo

Israele apre alle adozioni per coppie LGBTI per i single e anche alla maternità surrogata. Il ministro della Giustizia Avi Nissenkorn e il ministro del Welfare Itzik Shmuli ad inizio dicembre avevano approvato la bozza di un disegno di legge per permettere l'adozione non solo alle coppie eterosessuali ma anche alle coppie dello stesso sesso.

E’ stato infatti tolta dal testo della legge finora vigente la dicitura "un uomo e una donna insieme" vincolati dal matrimonio e così, per quanto riguarda le adozioni, c’è stata un’apertura alle coppie gay e ai genitori single, ai quali sarà permesso di adottare.

Ci sarà  un registro di coloro che cercano di adottare o di ottenere una licenza di affidamento,  sarà stabilito un sistema di criteri per trovare i genitori adatti per ogni bambino, compreso l'interesse superiore del bambino come fattore prevalente.

Ma non è tutto. Nei giorni scorsi, infatti, è stato compiuto ennesimo passo verso la violenza contro le donne e bambini rappresentata dalla maternità surrogata. Le coppie omosessuali israeliane, gli uomini israeliani single e gli individui transgender saranno infatti autorizzati a programmare gravidanze surrogate, come ha annunciato il ministro della salute Nitzan Horowitz.

Le nuove norme entreranno in vigore oggi, anche a causa di una sentenza del tribunale dello scorso luglio, tramite la quale è stata confermata una circolare del Ministero della Salute che modificava la legge israeliana proprio sulla maternità surrogata per fornire un uguale accesso a questa pratica, "a qualsiasi persona in Israele".

La sentenza dell'Alta Corte di Giustizia di luglio aveva infatti intimato al governo di intervenire sulla normativa precedente, poiché secondo la Corte era necessario fornire agli uomini le stesse condizioni di maternità surrogata delle donne.

Fino ad ora, le gravidanze surrogate erano disponibili in Israele solo alle coppie composte da un uomo e una donna, entrambi residenti in Israele o a singole donne residenti nel paese, nei casi in cui la futura madre avesse problemi medici che le impedivano di rimanere incinta o di mantenere una gravidanza.

"Oggi mettiamo fine ad anni di ingiustizia e discriminazione", ha detto pomposamente il ministro della salute Horowitz in una conferenza stampa, “daremo anche la parità di accesso alla maternità surrogata in Israele agli uomini single, ai futuri padri, così come alle coppie omosessuali. Oggi pubblichiamo la nuova circolare del direttore generale, che sancisce la sentenza dell'Alta Corte e rivede le procedure nella legge. I membri della comunità LGBT hanno anche un uguale diritto di essere genitori", ha detto Horowitz.

"D'ora in poi al ministero ci relazioneremo con ogni genitore e famiglia in modo uguale. Tutti hanno il diritto di essere genitori. Anche le persone transgender potranno ottenere la maternità surrogata in Israele".

Ma di quale “passo in avanti” si parla? Forse quello per privare i bambini del diritto di avere un papà e una mamma? Un passo in avanti per rincorrere i desideri LGBTI e discriminare fin dalla nascita i bambini? Un passo in avanti per favorire la schiavitù femminile della maternità surrogata?

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