20/03/2020

Coronavirus. Pro Vita & Famiglia scende in campo per le famiglie di Ladispoli

In questo periodo di grande emergenza, Pro Vita & Famiglia sta dando un contributo importante scendendo in campo per aiutare le famiglie bisognose di Ladispoli, fornendo beni di prima necessità

Infatti, nonostante il momento drammatico che stiamo vivendo, si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà, come afferma anche Francesca Lazzeri, Assessore al Commercio, Attività Produttive, Servizi Informatici, Servizi Anagrafici e Comunicazione a Ladispoli che ci racconta la genesi del progetto

 

Assessore Lazzeri, come è nata questa iniziativa?

«Noi abbiamo ampliato l’assistenza che già portavamo avanti a Ladispoli, alle famiglie bisognose, rimodulandola sull’emergenza coronavirus, perfezionando un sistema già esistente. Inoltre, Toni Brandi, con cui portiamo avanti tantissime battaglie, ci ha comunicato la volontà di Pro Vita & Famiglia, di scendere in campo, in modo concreto e tangibile, in questo frangente. Infatti, Pro Vita ha erogato un contributo di 600 euro con cui sono stati acquistati diversi pacchi di generi di prima necessità».

Che contributo stanno dando le istituzioni a livello locale?

«Ci sono una serie di forze che si stanno dando da fare per venire incontro alle necessità della gente in questo momento drammatico. Sono scese in campo: Volontari di Protezione Civile Comunale, La Fenice, Humanitas, Guardie Ecozoofile Fare Ambiente, Guardie Ecozoofile Nogra, Nuova Acropoli, Volontari per Ladispoli, Croce Rossa Italiana e Aps Litorale Nord per #ladispolinonspreca che, insieme appunto, a Pro Vita, si stanno muovendo per garantire anche la consegna di medicinali e generi di prima necessità agli anziani e agli immunodepressi».

Ritiene che questo momento di emergenza, possa contribuire a sviluppare il senso della comunità, a livello mondiale e locale, quanto la beneficenza può concorrere a fare questo?

«Certamente. La beneficenza può contribuire tantissimo, attraverso il buon esempio. Non c’è modo migliore. Un cittadino che appartiene alle istituzioni ma anche un cittadino semplice può mettere in atto un circolo virtuoso con il suo esempio positivo. In questo, come in tanti altri campi. Pensiamo all’invito a stare a casa, in questo periodo, che si è trasformato anche in un hashtag. Questo perché, non solo i virus, ma anche il buon esempio è contagioso e mette in atto, appunto circoli virtuosi che si ripercuotono in positivo su tutta la comunità».

 

di Manuela Antonacci

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