Contraccezione: dall’Humanae Vitae alla depressione

La contraccezione è oggi universalmente considerata il sistema più efficace – e tanti, mal informati, lo considerano anche l’unico metodo possibile – per il controllo delle nascite. Contraccezione che viene insegnata ai giovani fin dalle scuole medie (o forse anche prima) e che viene fatta (erroneamente) passare per essere l’antidoto all’aborto.

Ampliano lo sguardo vediamo tuttavia come lo sdoganamento della contraccezione sia in realtà un’opera degli ultimi decenni e come questo abbia determinato un cambiamento radicale nel modo di concepire il vero fine della sessualità e la sua importanza nella vita delle persone. Progressivamente, la nostra società ha sempre più perso una concezione integrale del vivere l’unione tra uomo e donna, fatti di corpi e anima, in favore di una sessualità “usa e getta”, che – come afferma la sessuologa belga Therese Hargot – corrisponde più a una «ginnastica per il corpo», piuttosto che a un gesto di donazione totale di sé e di accoglienza dell’altro.

Contraccezione ed ecologia dell’amore: Humanae Vitae

Un pericolo, quest’ultimo, rilevato con acutezza da Paolo VI nella celebre enciclica Humanae Vitae, pubblicata nel 1968. Enciclica che è stata la centro di un convegno realizzato a Brescia lo scorso 9 giugno, che vedeva come relatore principale era il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi) ma che ha anche offerto ai partecipanti l’intervento del teologo morale italiano mons. Livio Melina. Il docente, ed ex presidente, del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia ha affermato – riporta LifeSiteNews – che «l’amore non è una realtà relativistica e che l’amore che scorre da Dio è un dono per ognuno di noi, ed è condiviso secondo la nostra vocazione naturale e soprannaturale: vivere la vita di grazia e fare la nostra via verso il cielo. La sessualità, quindi, è un dono per gli individui e per il bene comune: e chiunque usi impropriamente questo dono introduce il disordine nel mondo». Inoltre, Melina ha sottolineato che tutti coloro che accettano la contraccezione «alla fine non avranno argomenti per opporsi alle relazioni omosessuali» perché la prima, come queste, impedisce una donazione piena della persona e annulla l’apertura alla vita.

Contraccezione e depressione (ma non solo)

Oltre a quanto rilevato rispetto ai danni che la contraccezione – intesa in senso ampio – apporta all’unione di coppia e alla stessa dignità delle persone, che rischiano di essere concepite e di concepirsi unicamente come oggetti di piacere, vi è anche un risvolto sulla salute fisica delle persone. Qui è necessario fare dei distinguo a seconda del metodo contraccettivo utilizzato: se da un lato abbiamo infatti il preservativo, che non protegge completamente dalle malattie sessualmente trasmissibili, dall’altra abbiamo sistemi come la spirale o i cosiddetti contraccettivi di emergenza (le varie pillole del giorno dopo) che possono essere abortivi, se vi è stato concepimento, oltre ad avere parecchie controindicazioni per la salute femminile (che nessuno dice).

Oltre a questo, poi, si ha la cosiddetta contraccezione ormonale, che sta a identificare la pillola, la mini pillola, i cerotti, l’anello vaginale...

Un sistema, quello della contraccezione ormonale, utilizzato principalmente da chi ha una vita sessuale stabile, con un partner fisso, con il quale fingere un’unione senza barriere – quale è invece il preservativo. Ma anche una scelta non priva di conseguenze, sotto il profilo fisico e, emerge da una nuova ricerca pubblicata sul Journal of American Medical Association (JAMA), anche psicologico. Per quanto riguarda il primo aspetto, la contraccezione ormonale concorre a favorire coaguli di sangue, perdita di capelli, morbo di Crohn, restringimento del cervello, carcinoma mammario, indurimento delle arterie, glaucoma e cancro cervicale... Ma, appunto, vi sono anche conseguenze psicologiche: infatti, la contraccezione ormonale – assieme a molti altri farmaci fino ad ora insospettati – può aumentare la probabilità di sviluppare una depressione anche del 70%, con apici che possono arrivare a condurre finanche al suicidio.

In conclusione viene quindi da chiedersi: se non è vantaggiosa per la coppia, se non è vantaggiosa per la salute, perché la contraccezione è così diffusa e propagandata? La risposta è semplice ed è sempre la solita: profitto economico sulla vita delle persone. I metodi naturali, lo si sa, hanno la pecca di essere gratuiti...

Teresa Moro

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