Contraccettivi obbligatori nelle scuole: la Corte dice «No»

Siamo reduci dalla sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti che ha riconosciuto al pasticciere Jack Phillips il diritto di non realizzare la torta di nozze per una coppia omosessuale, in quanto non conforme alle sue credenze religiose. Ebbene, un’altra sentenza – questa volta della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto settentrionale dell’Indiana, la Divisione South Bend – sul tema dei contraccettivi infonde nuova speranza.

Questi i fatti, riportati da LifeSiteNews: «Un tribunale ha stabilito che il governo non può costringere due college cristiani a seguire un mandato dell’era di Obama per fornire contraccettivi abortivi ai dipendenti. Citando le tutele federali per la libertà religiosa, la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto settentrionale dell’Indiana, la Divisione South Bend, si è schierata con il Grace College e il Seminary in Indiana e la Biola University in California. La corte ha rilevato che il mandato di aborto/contraccettivo violava il Religious Freedom Restoration Act (RFRA) del 1993, secondo il quale solo i “mezzi meno restrittivi” per far avanzare un “irresistibile interesse del governo” possono interferire con le “credenze religiose sinceramente detenute” degli americani».

Le scuole erano rappresentate dal legale Gregory Baylor, dell’Alliance Defending Freedom (ADF). ADF che, il mese scorso, aveva vinto un caso simile per il mandato di quattro università cristiane in Oklahoma.

Insomma, con questa sentenza le scuole non saranno più costrette – pena conseguenze legali – a fornire contraccettivi che vadano contro la loro morale e il loro senso educativo.

I contraccettivi sono oggi fatti passare per la “soluzione a tutti i mali”: se li usi, non dovrai poi abortire e non incorrerai in malattie sessualmente trasmissibili. Invece, il caso dell’Africa in tal senso è eclatante: distribuire preservativi ha portato a un acuirsi dei problemi di malattie e gravidanze indesiderate, mentre così non è stato favorendo una cultura volta della castità (che non vuol dire astinenza, sia ben chiaro).

A questo si aggiunge poi il fatto che alcuni contraccettivi sono potenzialmente abortivi: si pensi alle varie pillole, soprattutto quelle del giorno dopo, o dei cinque giorni dopo, o alla spirale... i mezzi che non impediscono il concepimento, quindi la fecondazione, impediscono l’annidamento in utero e  causano quindi  un micro-aborto.

Applaudiamo dunque a questa nuova sentenza: contribuirà a salvare delle vite e lascerà alle scuole svolgere il loro ruolo educativo in maniera conforme al mandato che i genitori dei ragazzi iscritti hanno sottoscritto con loro.

Redazione

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