28/09/2021 di Luca Marcolivio

Comunali Ravenna. Il candidato sindaco Ancisi: «Quoziente familiare e incentivi alle giovani coppie»

Da sempre alternativo alla sinistra, ma mai autoidentificato con la destra, a 81 anni, Alvaro Ancisi, si candida per la quarta volta come sindaco di Ravenna alle elezioni del prossimo 3-4 ottobre. A sostenerlo sono cinque liste civiche: Lista del Mare, Il Popolo della Famiglia, Risorgimento per Ravenna, Ravenna per i Pensionati e Amici Animali. Come confermato nell’intervista che ha rilasciato a Pro Vita & Famiglia, Ancisi considera le politiche familiari come lo snodo decisivo di tutto il suo programma elettorale.

 

Ancisi, lei è tra i candidati alle prossime amministrative che hanno firmato il manifesto di Pro Vita & Famiglia per i principi non negoziabili. Cosa condivide in modo particolare del nostro documento?

«La famiglia è il nucleo fondante della società, il primo soggetto cui devono rivolgersi le politiche sociali del Comune. Al riguardo i princìpi cardine sono sussidiarietà, solidarietà e partecipazione. L’assessorato alle Politiche sociali deve racchiudere in sé anche la delega alla famiglia, che rappresenta, oltre che il primo ammortizzatore sociale, anche il primo luogo di intervento a livello sociale nei confronti delle persone in difficoltà. Nell’erogazione dei servizi e nella modulazione delle tariffe, la famiglia va sostenuta come nucleo unitario e capace di garantire stabilità sociale».

Nel suo programma, ci alcuni punti rivolti in modo particolare al sostegno alla maternità. Può illustrarceli?

«Vanno coinvolte le associazioni familiari in forma consultiva e va sostenuta la maternità a livello assistenziale, nei luoghi di lavoro e con iniziative pensate appositamente per la coppia mamma-bambino. Attraverso i consultori, le donne incinte vanno sostenute in ogni momento, affinché non si sentano mai sole e possano sempre trovare l’assistenza adeguata, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato. Occorre inoltre introdurre appieno il quoziente familiare, ossia un sistema di rimodulazione delle tariffe e delle tasse comunali capace di tener conto dell’intero carico familiare non solo in senso verticale (cioè per classi di reddito), ma anche in senso orizzontale (cioè in base al numero dei figli, alla presenza di anziani, di portatori di handicap o di debolezze mentali, di figli con un solo genitore). A tal proposito, va rivisto il sistema ISEE, che continua a non considerare adeguatamente i carichi sociali che gravano sulla famiglia».

Per incentivare i giovani a mettere su famiglia, che misura avete previsto?

«Sostenere la famiglia significa anche sostenere le giovani coppie per l’acquisto o l’affitto della casa. Occorre pure attivare specifiche modalità di intervento in casi di difficoltà economica, sempre legati a progetti di opportunità o reinserimento occupazionale, garantire i servizi educativi per l’infanzia, incentivare forme di autogestione familiare o di baby-sitting alternative all’asilo nido. Sostenere la famiglia significa infine sostenere la possibilità per una giovane coppia di trovare un posto all’asilo nido per il loro figlio, senza dover spendere l’intero stipendio mensile nella retta e potendo contare su strutture per quanto possibile disseminate in tutti i principali quartieri».

Quali sono i vostri programmi di aiuto alle famiglie povere o particolarmente disagiate?

«La spesa sociale di Ravenna è rimasta pressoché immutata negli ultimi 15 anni, nonostante siano esplosi i bisogni dei cittadini a seguito della crisi economica e della pandemia. Occorre portarla ai primi posti del bilancio comunale, innalzandola almeno al 7,5% della spesa corrente e raddoppiando, in particolare, i fondi destinati alle famiglie bisognose, colpite dall’indigenza o dalla disoccupazione. Il futuro dei servizi sociali della nostra comunità passa attraverso un maggiore impulso all’assistenza domiciliare, cosicché le famiglie con problematiche assistenziali di propri familiari, siano essi anziani, minori o con disabilità, siano nella condizione di rispondere ai loro bisogni nella propria casa, senza dover ricorrere a strutture esterne, se non in casi estremi. L’assistenza a domicilio diventa decisiva e si declina col sostegno domestico alle famiglie, con l’aiuto sanitario agli ammalati, col servizio di baby sitter per i genitori singoli o per le coppie in difficoltà, col sostegno scolastico, ecc. Per gli anziani totalmente o gravemente non autosufficienti non assistibili in famiglia deve essere sempre disponibile un posto letto nelle case protette o comunità alloggio, pubbliche o affidate al privato sociale, che devono offrire un’alta qualità del servizio. Per quelli autosufficienti o lievemente non autosufficienti, bisognosi di una casa-famiglia, serve una vigilanza costante e rigorosa sul rispetto degli standard di qualità dell’alloggio, dell’ospitalità domiciliare, del personale addetto e dell’assistenza alla persona dettati dal regolamento comunale, con interventi immediati, fino alla chiusura della struttura e alla denuncia penale, in caso di trattamenti inadeguati o addirittura maltrattamenti».

Quali misure avete previsto, infine, per i cittadini con disabilità?

«I portatori di handicap e gli invalidi sono cittadini con tutti i diritti di Ravenna, ai quali va garantito il massimo rispetto, partendo dall’eliminazione delle infinite barriere architettoniche esistenti nella viabilità e negli edifici pubblici ed offrendo incentivi perché altrettanto avvenga nelle proprietà private. Allo scopo, il Comune deve operare in stretta sinergia con le loro associazioni onde stabilire l’ordine e la progressività degli interventi. Al contempo, le famiglie con figli o parenti in difficoltà vanno supportate perché i loro cari siano partecipi a pieno titolo della vita comunitaria, sostenendole sul piano economico e con attività di supporto e accompagnandole nel percorso di crescita con momenti di formazione e condivisione. Allo scopo, serve costituire all’interno dei servizi sociali del Comune una task force destinata a tali funzioni». 

 

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