01/10/2019

Centro sportivo Fiamma. L’unione tra sport, giovani e Famiglia

Famiglia, giovani e sport. Sono questi i focus che, legati tra loro, stanno alla base delle attività del Centro Nazionale Sportivo Fiamma, operante in tutta Italia in ben 52 diverse discipline sportive. Una realtà che, operante dall’immediato Dopoguerra, come racconta il presidente Fiorenzo Pesce, ha sempre messo in primo piano l’attenzione per i giovani, per la famiglia ma anche per i più deboli e bisognosi. Una mission, quella del Centro, che si concretizza nel benessere finale dei bambini, dei giovani e degli atleti, non solo dal punto di vista agonistico e sportivo ma anche ad quello umano. Pro Vita & Famiglia è stata a colloquio proprio con il presidente Pesce.

 

Ci racconta le attività che svolgete, in particolare quelle che puntano all’ambito della solidarietà e del bene comune…

«Noi siamo stati costituiti nel 1948 a Roma e abbiamo avviato le varie attività inizialmente dal punto di vista sportivo con i giovani e abbiamo poi proseguito in questi anni allargandoci in tutte le parti d’Italia perché il nostro ente è ormai presente su tutto il territorio e lavoriamo molto con i giovani, ma anche con le fasce più deboli della popolazione, con chi vive una situazione di disagio, di handicap e contiamo molto sull’apporto delle famiglie»

Appunto il ruolo della famiglia. Quanto è presente nelle vostre attività e in che modo?

«La famiglia è alla base di tutta quanta la nostra organizzazione. Sono infatte le famiglie che ci danno l’input e l’ok per allenare  e far divertire i loro bambini e i loro ragazzi, quindi è fondamentale il raccordo che c’è con la famiglia perché la riteniamo il nucleo base non solo del nostro ente ma proprio della società in cui viviamo. Il rapporto che noi abbiamo con l’istituzione famiglia, formata dai genitori, da una madre, un padre e i figli, è essenziale e pensiamo che solo la famiglia può produrre i maggiori vantaggi possibili per i nostri atleti e i nostri tesserati, sia dal punto di vista sportivo che umano».

Che risposta c’è da parte delle famiglie in tal senso?

«Non ci sono grosse difficoltà nel dialogare e istaurare un bel rapporto perché si tratta sempre di famiglie serie e sane, che sono quelle che si rivolgono a noi. Il loro interesse è infatti il bene dei loro figli ed è un interesse che è condiviso da noi come ente, come strutture e servizi che offriamo. Da questo punto di vista, infatti, una delle nostre priorità è l’attenzione nel selezionare il personale, in modo tale che sia assolutamente adeguato a svolgere tutte le funzioni che sono richieste insieme ai giovani. È un dettaglio che viene anche prestabilito dalla legge e che ci sta fortemente a cuore e fortunatamente non ci sono mai stati problemi o situazioni spiacevoli con i ragazzi. Per questo motivo il rapporto che si instaura con le famiglie è fiduciario».

Si parlava appunto del ruolo delle famiglie all’interno della società. In tal senso c’è qualcosa che, sia le associazioni che le istituzioni, possono fare e che ancora non è stato fatto a sostegno dei nuclei familiari?

«Ovviamente come ben sappiamo tutti quanti i problemi per le famiglie al giorno d’oggi sono molti e non si può additare soltanto qualcuno o solo la politica per questo. Certamente per avere delle famiglie sane e che possano vivere in serenità bisognerebbe dare ai genitori la possibilità di avere una condizione economica accettabile e pensare con tranquillità al futuro dei propri figli. Altrimenti accade ciò a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, ovvero sempre più giovani che non si sposano o si sposano quando non sono più tanto giovani, molte coppie che rinunciano a fare figli o intere famiglie che si disgregano con molta facilità».

 

di Salvatore Tropea

 

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