23/10/2019

Asili nido obbligatori? Parla De Mari: «significherebbe deportare i bambini»

Negli ultimi giorni sta facendo molto discutere la recente proposta del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che durante un intervento a TgPost ha manifestato l’idea di rendere obbligatori, in futuro, gli asili nido. Una misura «che non farebbe altro che sradicare i bambini dal proprio nucleo familiare» come ha commentato a Pro Vita & Famiglia la dottoressa Silvana De Mari.

 

Cosa ne pensa di questa proposta?

«Si tratta di qualcosa di inaudito. Io farei mettere negli asili nido la scritta che “nuocciono gravemente ala salute”, perché i bambini al di sotto dei tre anni dovrebbe stare a casa con papà e mamma, fratelli e nonni. Non hanno la competenza immunologica per stare in gruppo, quindi si ammalano un sacco di volte. Non hanno nemmeno la capacità psicologica, perché il bambino dovrebbe iniziare a socializzare con gli estranei (come si fa negli asili nido, quindi per molte ore al giorno) soltanto dopo i tre/quattro anni. Fino a quella età deve stare a casa possibilmente con la mamma perché solo con la figura materna ha un rapporto privilegiato e soltanto la presenza della madre, e ovviamente del padre, ne garantisce un corretto e armonioso sviluppo psicofisico. È una proposta atroce che significa deportare i bambini dal luogo in cui dovrebbero stare per consegnarli a degli estranei. Le maestre degli asili nido possono essere le persone e le professioniste più brave del mondo, ma sono comunque degli estranei. Inoltre, soprattutto quando non si incontrano persone proprio bravissime, il bambino per loro è semplicemente un lavoro, non è un loro figlio. Quindi se e quando ci sono violenze o maltrattamenti siamo davanti a bambini che non sono in grado di difendersi e neanche di capire per poi riferire a casa cosa accade. Inoltre in tutto ciò si porrebbe un bel problema, ovvero: nel caso di una famiglia che si opponesse a portare il bambino all’asilo nido, che si fa? Si chiamano gli assistenti sociali che lo portano via? Piuttosto lo Stato dovrebbe fare di più per garantire, soprattutto alle donne, la possibilità di avere il tempo di stare con i propri bambini senza per questo perdere il lavoro».

Secondo lei c’è un perché particolare a questa proposta di rendere obbligatori gli asili nido?

«Secondo me c’è dietro la volontà di distruggere la famiglia e il concetto di famiglia. Perché distruggere il senso di nucleo familiare rende le persone manipolabili. Inoltre un bambino consegnato obbligatoriamente alla scuola in così tenera età può ricevere fin da subito un’eventuale propaganda della scuola e si trova staccato dalla famiglia. Nei confronti di una società dal pensiero unico una famiglia unita può combattere, un individuo isolato no. Una famiglia è una unità psicofisica, finanziaria, economica, sociale, antropologica e per questo può opporsi al potere. Tra l’altro è stato dimostrato, dopo decenni di esistenza degli asili nido, che l’essere troppo staccati dai genitori e inseriti in queste realtà porta i bambini una volta ragazzi e adolescenti ad avere determinati problemi psicologici e relazionali, tant’è che i disturbi depressivi sono aumentati del 200 per cento. L’adolescente è così sempre più a rischio autodistruzione. Mi pare quindi che il sistema non abbia funzionato. Una proposta del genere porta avanti un’idea assurda, appartenente a certa sinistra, che i figli appartengono al Dio Stato».

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