08/01/2020

Anche la Spagna "progressista" dice NO all'utero in affitto. L'Italia che aspetta?

La Spagna di Pedro Sanchez e Pablo Iglesias, che non è certo di destra, anzi parliamo di un governo rosso-viola nato dal'unione tra Podemos e socialisti, ha confermato un punto saldo dei diritti fondamentali dell’uomo... e delle donne aggiungerei io.

Nel programma di governo depositato alla vigilia del voto di fiducia, si legge su L’Inkiesta, sarebbe apparso un no netto alla gestazione per altri, anzi alle “pance a noleggio” («Los vientres de alquiler» riporta precisamente il testo). Detto in altri termini, il femminismo non può appoggiare l’utero in affitto secondo i nostri ‘cugini d’Europa’. Bello schiaffo in faccia a tutte le sinistre europee e al concetto di progresso come lo vogliono far passare certi media. 

D’altronde nulla che riguardi il futuro può minare i “diritti delle donne, soprattutto le più vulnerabili, mercificando i loro corpi e le loro funzioni riproduttive” scrivono chiaro e tondo nella nazione guidata da re Felipe. E si legge ancora: “Agiremo contro le agenzie che offrono questa pratica sapendo che è vietata nel nostro Paese”. Cosa dirà ora la famosa sigla femminista Non Una Di Meno? Intende ancora concentrarsi sugli attacchi sterili a noi o prender spunto come speriamo? Qui, è anche vero che diverse esponenti femministe hanno spesso ribadito il no allo sfruttamento delle donne e alla compravendita di bambini (ricordiamo quell’appello “Il corpo delle donne non si affitta e non si compra, i bambini non possono essere oggetto di dono o di mercimonio” lanciato dalle associazioni pro-donne firmatarie delle lettere aperte indirizzate al segretario della Cgil, Maurizio Landini, che sembrò aprire invece un dibattito sul tema) e che spesso con noi queste figure hanno cercato di far fronte comune. 

Tuttavia è il caos a farla da padrone. Il concetto di “pance a noleggio” in Italia non è ancora chiarissimo alla sinistra che, tra l’altro, conta tra le sue fila la presenza di Nichi Vendola, ex leader rosso e già presidente della Regione Puglia, che nel 2016 è diventato genitore di un bambino nato in California dall’incontro dell’ovulo di una donna con la pancia di un’altra donna. Senza dimenticare il senatore Sergio Lo Giudice del Pd, pure lui con un bambino nato a seguito di Gpa.

Siamo ancora in alta marea, insomma. Qui addirittura il giornalismo italiano si è interrogato sull’uso violento del termine “utero in affitto” chiedendo di sostituirlo con quello di “gestazione per altri”, come se diventasse meno “violento” il fatto che c’è una donna pagata per partorire il figlio di qualcun altro. Ma un essere umano non si vende e non si compra. E’ così semplice il concetto. E ha bisogno di mamma e papà. Diciamolo forte e chiaro una volta per tutte. La Spagna ci ha dato una lezione.

 

di Jacopo Coghe

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