25/10/2019

Regionali Umbria, De Vincenzi (FdI): «La tutela della famiglia al centro di qualsiasi politica»

Si terranno questa domenica le elezioni regionali in Umbria. Tra i temi che più ha interessato la campagna elettorale ci sono stati sicuramente quelli inerenti alla tutela della vita e della famiglia. In particolare sulle politiche familiari e le prospettive future Pro Vita & Famiglia ha intervistato Sergio De Vincenzi, candidato tra le fila di Fratelli d’Italia.

 

Il tema della famiglia è stato tra i principali durante la campagna elettorale?

«Sul tema della famiglia già in passato, con la scorsa Legislatura, ho invocato umiltà da parte della presidente Marini, cosa che non c’è stata appunto sulla discussione delle politiche familiari in regione. Molto del mio lavoro svolto durante la legislatura che sta finendo è stato proprio rivolto ai temi familiari e del sociale. In particolare ho richiesto un’indagine conoscitiva su tutta la situazione degli affidi e delle adozioni, ma non ci sono stati dati né numeri né statistiche. Questo quindi è un tema sicuramente molto importante che c’è stato in campagna elettorale e che ci sarà nelle politiche da adottare».

Appunto quali politiche vanno adottate in favore della famiglia in Umbria?

«Beh è chiaro che parlare di Famiglia in politica significa parlare e prendersi cura di tutto ciò che riguarda l’amministrazione pubblica perché tutto ruota intorno alla famiglia. Quindi pensiamo alla scuola, alla formazione, ai corretti servizi educativi per i figli, al progetto di scuole sicure, ai trasporti e alle realtà associative e sportive, alla questione del lavoro e degli anziani e così via. Se ci pensiamo, infatti, anche i servizi per le piccole e medie imprese perché in primis il lavoro non può che interessare le famiglie e il loro sviluppo»

Questi temi potranno essere sviluppati anche a livello nazionale per tutelare meglio le famiglie?

«Sicuramente su molti temi a noi cari a livello locale il governo nazionale gioca un ruolo importante. Purtroppo non è scontato che si possano migliorare le politiche familiari e pro vita anche a livello statale perché possiamo già vederlo da quello che sembra esserci all’interno della Manovra, ovvero che la famiglia è abbastanza esclusa. È ovvio che ci sarà una difficoltà da questo punto di vista. Però io sono anche entrato nella logica che si deve agire e fare dove è possibile, anche e soprattutto nel “piccolo” e quindi nel locale, che poi in realtà diventa fondamentale perché con il lavoro delle amministrazioni locali, che siano comuni o regioni, si può fare davvero tanto e in modo diretto per i cittadini. Sono fiducioso perché a livello regionale abbiamo ampi margini di razionalizzazione di tutte quelle risorse da poter mettere in pratica su queste tematiche. Poter trovare risorse e poi reinvestirli per la famiglia e la vita, in una Regione come la nostra che ha un alto tasso di denatalità, penso sia tra le cose più prioritarie da fare».

 

di Salvatore Tropea

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