Posta commento contro l’omosessualità. Studente espulso dall’università vince battaglia legale

Una buona notizia per la libertà di opinione arriva dalla Gran Bretagna. Lo scorso mese, infatti, come riporta il sito di Corrispondenza Romana, la Corte d’Appello inglese ha dichiarato illegittima l’espulsione dello studente Felix Ngole che, mentre frequentava il corso magistrale nella facoltà di Servizi Sociali dell’Università di Sheffield, era stato espulso due anni fa per un commento su facebook. In un post sul popolarissimo social network lo studente aveva scritto: «La Bibbia e Dio definiscono l’omosessualità come un peccato».

Ngole, ritenendo di aver subito un torto con l’espulsione, ha citato l’Ateneo in tribunale, il quale alla fine gli ha dato ragione riconoscendo l’illegittimità del provvedimento. La Corte, inoltre, ha anche annullato un’altra sentenza che era stata emanata in un primo momento contro il giovane studente, ovvero quella in cui il giudice aggiunto della Corte Suprema Rowena Collins Rice aveva affermato che il post incriminato squalificasse Ngole in quanto assistente sociale.

Commentando l’ultima decisione della Corte d’Appello Felix Ngole ha affermato che si tratta di «una grande notizia, non solo per me e per la mia famiglia, ma per tutti coloro che hanno a cuore la libertà di espressione, specialmente per coloro che operano o studiano nel campo professionale della solidarietà». Il giovane studente ha aggiunto che «pubblicamente ed in privato, dobbiamo anche essere liberi di esprimere le nostre convinzioni e ciò che dice la Bibbia senza paura di perdere i mezzi necessari per la nostra sussistenza».

Il calvario di Ngole però potrebbe non essersi concluso definitivamente. Nonostante non abbia mai offeso nessuno, ma abbia solamente espresso una sua visione persone – e di fede – sul tema dell’omosessualità, il comitato universitario pensa ancora di dargli battaglia e di tornare in Corte d’Appello per chiedere se Ngole sia effettivamente in grado o meno di svolgere lavoro nel campo del sociale.

Salvatore Tropea

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