03/10/2019

Popolo della Famiglia contro Cappato: «Si proclama il diritto alla morte ma non quello ad essere curati»

Da oggi e fino al 6 ottobre si terra a Bari, in Puglia, il congresso dell’Associazione Luca Coscioni, dal titolo “La Fiera delle Libertà”. Già nella giornata di apertura ci sarà, tra gli altri, l’intervento di Marco Cappato sui temi del fine vita.

In risposta all’evento, il partito Popolo della Famiglia Puglia ha organizzato, nei giorni concomitanti il congresso, un presidio all’ingresso della sala convegni, con la partecipazione di tanti ragazzi in sedia a rotelle e con la maglia con su scritto “noi non vogliamo morire”, proprio per esporre le proprie ragioni e sensibilizzare su tematiche come l’eutanasia, il suicidio assistito e il fine vita. Pro Vita & Famiglia ha intervistato Mirco Fanizzi, coordinatore regionale del PdF.

 

Qual è il vostro intento con questo presidio?

«Noi vogliamo ribadire l’assoluto e universale diritto del sofferente ad essere curato e, ovviamente se possibile guarito, e mai ucciso. Inoltre vogliamo porre l’attenzione sulla situazione sanitaria pugliese. Cappato viene nella nostra regione, dove però la situazione è drammatica, con tantissimi ospedali che sono stati chiusi, sempre meno medici ed infermieri».

Dunque lancerete anche un messaggio per la sanità pubblica?

«Assolutamente sì, ciò che vogliamo dire tanto a chi fa il convegno quanto alle istituzioni è che una delle più grandi conquiste del passato è stata propria la sanità pubblica. Non accetteremo mai che vengano fatti ulteriori tagli e che vogliamo la presenza, sul territorio, di nuove cliniche pro vita e che si potenzi il servizio sanitario a favore della cura della persona, non della sua eliminazione. E a tal proposito vorrei ringraziare i vari coordinatori del PdF nazionale e della regione Puglia, che si spendono quotidianamente per l’assistenza ai malati e ai disabili e per la tutela di chi soffre».

Con voi, nel presidio, ci saranno alcune persone disabili in sedia a rotelle.

«Sì, perché vogliamo testimoniare, con la loro presenza, il grande valore della vita. Inoltre vogliamo porre l’attenzione proprio su questo evento perché nei giorni scorsi, anche sulla stampa, se ne è parlato poco. Si è parlato poco anche della presenza dello stesso Cappato. Per noi è assurdo che un convegno simile venga fatto presso la facoltà di Giurisprudenza, quindi in un luogo pubblico e non abbiano scelto una location privata».

 

di Salvatore Tropea

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