09/11/2019

Viale choc sul bambino abbandonato Giovannino. Finalmente un procedimento

Frasi choc, quelle del ginecologo dell'ospedale Sant'Anna ed esponente dei Radicali Silvio Viale, che sui social sulla vicenda del piccolo Giovannino si è così espresso: «Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe. C'è da sperare che non sopravviva, mentre bisogna garantire un'assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte».

Affermazione che, a quanto riportato da Repubblica e in generale dalla stampa nazionale, non sono piaciute al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Sant'Anna di Torino, che ha proposto l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del medico. Il Dipartimento avrebbe agito in questa direzione per «non conformità del comportamento» rispetto al Regolamento disciplinare e al Codice etico.

Più volte, in passato, anche Pro Vita & Famiglia ha criticato altre posizioni simili sempre del dottor Viale. Ora anche la politica è scesa in casmpo, con il consigliere regionale Maurizio Marrone (FdI) che ha definito «disumana» la posizione di Viale. Si tratta, ha detto Marrone, di una vera e propria «cultura della morte e dell'eugenetica, che non accettiamo trovi espressione nelle strutture sanitarie piemontesi».

Inoltre, fondamentali le parole di Daniele Farina, il dottore che ha in cura il bimbo di 4 mesi abbandonato dai genitori all'ospedale sant'Anna di Torino, intervista da Mattino Cinque. «L'ittiosi arlecchino - ha specificato - ha una mortalità del 50 per cento nelle prime 2-3 settimane di vita: questa fase Giovannino l'ha passata. Resta una malattia che non ha una terapia specifica: è una malattia genetica in cui la cute tende a formare queste placche a rombo spesse e rigide che vengono rimosse piano piano, tutti i giorni, per permettere alla cute di respirare e per evitare infezioni". Il medico ha quindi sottolineato come la fase più critica sia passata per il piccolo e ha tutte le possibilità di aspirare ad avere una vita che possa essere definita normale e senza conseguenze estreme.

 

di Salvatore Tropea

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