31/03/2020

Covid-19. Famiglia, salute ed economia a rischio, il commento di Tommaso Scandroglio

La pandemia di Covid-19 che stiamo vivendo ha toccato qualsiasi aspetto del vivere quotidiano. In primis, ovviamente, la salute e la vita delle persone e il sistema sanitario di tutto il mondo. Il nuovo Coronavirus, però, con tutte le restrizioni e i cambiamenti di vita che ha portato, sta toccando e trasformando profondamente anche il vivere sociale e civile dei cittadini. Salute, relazioni interpersonali, vita familiare, quotidianità. Tutti aspetti che vengono messi a rischio dalla nuova malattia e dei quali Pro Vita & Famiglia ha parlato con Tommaso Scandroglio, bioeticista.

 

L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova non solo, ovviamente, il sistema sanitario, ma anche i rapporti tra le persone e le abitudini quotidiane. Quali sono le ripercussioni più importanti, appunto sulle relazioni interpersonali?

«Le rispondo citando un recentissimo studio condotto dalla agenzia SWG, dal titolo “Radar – Niente sarà come prima. Covidistruption”, e che fotografa, in piena emergenza, stati d’animo e rapporti sociali di un campione di 400 persone intervistate il 28 marzo scorso. Un quinto del campione ad esempio afferma di sentirsi tranquillo e di riuscire a tranquillizzare gli altri. Buona parte degli intervistati poi appare significativamente preoccupata che i propri cari si ammalino, meno preoccupata di essere loro stessi contagiati. In merito alle conseguenze di questa coabitazione coatta insieme ai propri familiari, solo un 14% dichiara che ormai ci sono scintille in casa (il trend è ovviamente in crescita).  Riguardo invece alle abitudini quotidiane, il 37% non vede l’ora di riprenderle e un quarto però ammette che la clausura forzata gli ha fatto scoprire nuove attività da compiere. Insomma si può ricavare anche del buono da una tragedia come la presente»

Come, invece, il Coronavirus sta mettendo a dura prova la società e quali gli effetti che ci sono e si avranno?

«Non serve essere un economista per affermare che la crisi sanitaria troverà una sua speculare simmetria in una crisi economica forse mai vista dal dopo guerra da oggi. Indebolendosi l’impalcatura economica di un Paese si indebolirà anche il tessuto sociale: più povertà, più disoccupazione, maggiori tensioni sociali. Viene da chiedersi se le espressioni autentiche di solidarietà che questa emergenza ha così diffusamente incentivato continueranno una volta che la crisi sanitaria si sarà conclusa. Nell’indagine prima citata un quarto del campione affermava che «in questa situazione sto conoscendo meglio me stesso e le persone che mi sono intorno». Ecco, questo lodevole percorso di introspezione e di conoscenza autentica dell’altro dovrà mutarsi in una sincera adesione ad un quadro di valori antropologicamente autentici capaci di trasformare realmente le persone. Altrimenti questo momento di feconda solitudine con se stessi sarà stato, nell’arco dell’esistenza di una persona, solo un episodio, sicuramente importante, ma incapace di mutare in radice la vita delle persone».

Un ruolo importante è quello della famiglia, soprattutto nel non facile compito, per tutti, di rimanere a casa. Quale apporto può dare la famiglia in questa emergenza?

«Le prove, si sa, possono far migliore le persone oppure peggiorarle. Così è per la famiglia. L’attuale tsunami che stiamo vivendo da una parte è in grado di far emergere le qualità migliori del vivere in famiglia: la collaborazione, lo spirito di servizio, la pazienza, il sacrificio, il gioco, la gioia e molto altro. Padri e madri tornano ad essere educatori, maestri, giudici (vedasi il duro compito di dirimere i litigi tra i figli), organizzatori della vita familiare etc. Su altro fronte il Coronovirus potrebbe essere la miccia che ha dato fuoco alle polveri: litigi, rancori, invidie, irresponsabilità. Potrebbe aver esasperato latenti fratture insite nei rapporti familiari. Questo virus in definitiva saggia la libertà dei nuclei familiari. In questo senso il Covid-19 sta facendo il tampone a tutti noi. Ma, tra le molte, potremmo articolare un’altra riflessione in merito al ruolo della famiglia in questa “era del Coronavirus”. Tra tutti i nuclei sociali attori dell’emergenza – classe medica, volontari, imprenditori, etc. – la famiglia svetta per importanza. È lei attualmente che tiene unito il Paese seppur fisicamente siamo separati gli uni dagli altri. Lo cementa perché cementa i rapporti primari tra le persone che sono appunto quelli familiari. Oppure, vista la sua importanza, può condurre allo sfilacciamento della trama dei rapporti sociali di un intero Paese se al suo interno si accendono dinamiche disgregative. In un senso o nell’altro, questo è un tempo in cui abbiamo avuto la prova provata che la famiglia è cellula fondamentale della società».

La famiglia, però, non è solo l’attore principale, ma rischia di essere tra le istituzioni più duramente colpite. Quali sono, oggi, i rischi e i pericoli per le famiglie italiane a causa dell’emergenza Coronavirus?

«Il pensiero va subito al portafoglio. Ricordo nuovamente qualche dato dell’indagine prima menzionata. Il 61% del campione crede probabile di dover attingere ai propri risparmi nei prossimi 30 giorni (il 37% lo considera molto probabile). Il 56% poi ammette di aver eliminato o limitato le spese superflue. Un terzo degli intervistati pensa che sia molto probabile che lui o un suo familiare perderà il lavoro. La metà crede che sia probabile. Però  – ma è solo una ipotesi – la situazione economica assai difficile che dovremo vivere per mesi, se non per anni, ci costringerà a dover far ricorso, per vivere, non solo a strumenti di sostegno non economico, bensì morale. In parole povere, venendo meno i mezzi economici, dovremo puntare di più sulla famiglia, sull’amicizia e, così speriamo, soprattutto su Dio. «Accumulatevi  tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano». Forse potrebbe essere questo l’insegnamento ultimo che il Coronavirus ci sta impartendo?».

 

 

di Salvatore Tropea
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info