09/01/2020

Caso Tuiach. Attenti all’operazione dei media: prolife non è odio

L’ultima provocazione ai microfoni de La Zanzara (Radio24) in cui è finito il consigliere comunale Fabio Tuiach (ex Lega, ex Forza Nuova, ora iscritto nel Gruppo Misto) va saputa leggere. Occorre distinguere certe esternazioni da quello per cui lavora e opera il mondo pro-life, mai contro ma per… la vita, la famiglia, i figli etc.

Purtroppo, succede ogni volta: i media e la stampa tendono a costruire polemiche e dare visibilità a voci come questa sottolineando la loro “appartenenza” al mondo cristiano per far apparire i pro vita come coloro che vogliono tornare al ‘Medioevo’ brutto e cattivo (ma perché nessuno dice che è stato invece il tempo delle Università e degli ospedali, dell’arte e di tante altre grandi imprese?).

Ed ecco che tutte le battaglie pro life vengono ridotte a una discussione morbosa e per nulla utile sul sesso anale, su chi se ne intende e chi no, su cosa è satanico e cosa no. Perché la trasmissione de La Zanzara non chiama noi? Perché noi parleremmo di vita, di amore familiare, ci concentreremmo sugli aspetti Pro e non su quelli Contro.

Infondo la stessa strategia mediatica è stata attuata al Congresso delle famiglie di Verona a Marzo, quando le tv, la stampa, i blogger, andavano a cercare i personaggi estremi o estremisti per dimostrare il teorema che pro-vita uguale esaltati. Ma non è come dire che gay è uguale pedofilo sena se e senza ma? Non è un’operazione scorretta? Vi immaginate se facessimo noi le stesse sintesi? 

Ecco perchè invitiamo tutti ad approfondire cosa faccia davvero un’associazione prolife, confessionale o no, a studiarne le attività per lo più scientifiche e legate ad analisi di altissimo profilo e competenza.  

Noi operiamo a favore dei bambini, delle madri e dei padri, difendiamo il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, promuoviamo la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sosteniamo la libertà e priorità educativa dei genitori. Tutto questo "nel nome di chi non può parlare", in difesa dei più deboli

La questione “gay si gay no” è una furba reductio (un espediente giornalistico)  che operano i mass media per ridicolizzare attività importanti socialmente, culturalmente e anche politicamente.

E poiché vogliamo trasformare la cultura della vita e della famiglia in azione, questo fa paura a certi ambienti che vogliono dominare le masse col pensiero unico politicamente corretto e pro morte

Diteci voi come si fa a ridurre i problemi legati a una gravidanza all’unico diritto della donna? Facciamo pensare sì, lo ammettiamo. Esiste o no anche il diritto dell’altro essere umano? E' per questo che siamo condannati. Ma siccome non si tratta di analisi folli ma del tutto di buon senso, gli autori televisivi e diversi direttori di cartacei sono sempre a caccia di personaggi estremi che gli tornino utili.

Non vi fate fuorviare dunque, voi sapete chi siamo e come operiamo nella società.

 

di Jacopo Coghe

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