04/06/2019

Australia, alcune scuole cattoliche stanno eliminando i termini maschili nelle preghiere

Alcune scuole cattoliche di Brisbane, in Australia, si stanno attivando per insegnare ai propri studenti a usare un linguaggio definito “inclusivo” quando si riferiscono a Dio. In particolare, come riporta l’edizione britannica del Daily Mail, viene insegnato loro che Dio è neutrale rispetto al genere e si vieta quindi di usare le parole “Signore”, “Padre” e “Figlio” nelle preghiere, poiché considerati termini che si riferiscono troppo al mondo maschile.

Per esempio nella Stuartholme School verrebbe insegnato a usare la parola “Godself” al posto di “himself”. Un’iniziativa messa in atto perché si ritiene «che Dio non sia né maschio né femmina e per questo», spiega una portavoce alla testata The Sunday Mail, «si vuole far sì che la nostra comunità approfondisca la comprensione che ogni persona ha di Dio per se stessi».

Il Loreto College di Coorparoo, che si trova sempre nello stato del Queensland, ha eliminato termini maschili nelle preghiere scritte all’interno della stessa scuola, mentre il St Rita’s College Clayfield, che pure cerca di usare termini neutri, continua a usare il linguaggio “;di genere” per le preghiere tradizionali, come per il Padre Nostro.

Infine, una delle scuole più importanti della città australiana, il St. Joseph College, anche si è attivato per seguire questa linea, sostituendo l’espressione “fratelli” con “sorelle e fratelli” e il termine “fratellanza” con “comunità internazionale”. Anche in questo caso un portavoce della scuola, secondo quanto riferito sempre dal Daily Mail, avrebbe dichiarato che i cambiamenti apportati alle preghiere hanno come obiettivo di renderle “più inclusive”.

Salvatore Tropea

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